tiri e con la chiara luce d’infiniti miracoli; ma vie maggior mara-
viglia fu, ch’una sì perniziosa e pazza dottrina trovasse in un
momento tanti dotti seguaci e tanti clamidati propugnatori.
Volarono da ogni lato della Germania le penne più erudite a
sua difesa; e sonarono l’armi di molti principi contra l’impera-
dor Carlo quinto, perché santamente si oppose a’ nuovi dogmi.
E benché queste ricaddero sopra gli stessi principi di Bron-
svicca, di Assia e di Sassonia, che aveano assunta la protezione
di quel ribaldo, questi nondimeno, o per soverchia clemenza, o
per soverchia fiacchezza del vincitore, prestamente rimessi in
libertà e più tosto ripresi che ripressi, se prima furono rubelli a
Cesare, sempre poscia perseverarono rubelli a Dio.
Questa licenziosa novità, sì come sogliono i mali esempli,
commosse tutti gli umori turbulenti di Europa, e da quella sola
scuola d’iniquità sfarfallò una monstruosa moltitudine di ere-
siarchi, tutti fra lor discordi, ma tutti concordi contro alla
Chiesa catolica e alla potestà pontificia e laicale. Scoppiò ben
tosto
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nella Turingia l’eresia di Andrea Carlostadio che, ven-
duto l’arcidiaconato per simonia, in quegli stessi pergami dove
avea mille volte predicato la fede catolica, preconizzò le favole
di Lutero. Ma nel progresso, vergognandosi di esser discepolo,
dichiarossi correggitor del suo maestro e riprovò gli errori di
lui con errori molto più enormi, rinovellando l’eresia di Beren-
gario, che totalmente negava la presenza corporale di Cristo
nel sacramento, la qual Lutero non ebbe ardir di negare. E con
la voce e co’ libri trafiggendosi l’un l’altro, dalle scolastiche ten-
zoni di questi due corrotti ’ngegni nacque la fiera guerra de’
90
35
40
45
50
55
4
An. 1519.
37-38.
principi di Bronsvicca, Assia e Sassonia
:
Ernesto di Brunswick, Filippo il
Magnanimo, langravio di Assia, Giovanni Federico il Magnanimo, elettore di
Sassonia.
48.
Carlostadio
:
cfr. D
E
S
PONDE
,
Annalium
cit., a. 1519, n. 6.