PREFAZIONE
Fin dal titolo:
Istoria della venerabilissima Compagnia
della fede catolica, sotto l’invocazione di san Paolo nell’augusta
città di Torino
;
fin dall’immediata chiamata in causa dell’autore,
il conte don Emanuele Tesauro, «cavalier gran croce de’ ss.
Maurizio e Lazaro», patrizio torinese, se si vuole fin dalla noti-
zia tipografica («in Torino, per Gio. Sinibaldo stampator regio,
e camerale. 1657»), il lettore è quasi invitato a non dimenticare
che si tratta di un’opera integralmente “torinese”: espressione,
voglio dire, di una città che è anche una corte, ma non esclusi-
vamente una corte. In questo senso le successive e grandiose
imprese storiografiche del Tesauro, nella concezione special-
mente, confermeranno che non è sua intenzione venir meno
alle ragioni di uno scrivere la storia circoscritto entro lo spazio
della corte soltanto: alludo al
Regno d’Italia sotto i barbari
(1664)
e all’incompiuta
Istoria dell’augusta città di Torino
(1679).
L’obiezione eventuale, che Tesauro di storia sabauda
aveva cominciato a scrivere sin dal 1643, pubblicando a Bolo-
gna quei
Campeggiamenti overo istoria del Piemonte
dedicati
alla campagna di Fiandra del principe Tommaso di Savoia, va
integrata con l’aggiunta che la ristampa di quest’opera fu patro-
cinata nel 1674 dal comune di Torino. Bisogna, comunque, non
sottrarsi alla bipartizione prospettatasi con tanta evidenza.
Maria Luisa Doglio aveva parlato, per i
Campeggiamenti
,
di
«
esordio militante», ed anche di una «scelta all’avanguardia in
quanto il cronista manifestamente decide di “dar conto” non
dei negoziati segreti, nei quali spesse volte gli scrittori ingan-
nati ingannano i lettori”, ma delle azioni militari che […] “da
tutti possono esser vedute e senza un ricoglitore” venir “eter-
namente sepolte” dagli aratri “sotto il terreno medesimo sopra
cui nacquero”». «Sangue, inchiostro e tempo», per dirla con il
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