Le lettere iniziali di ciascun capitolo sono inserite in un quadrato in
cui è raffigurata una scenetta mitologica o biblica. Al termine di ogni
capitolo sono riprodotti motivi a foglie e frutti, mentre nel frontespizio
figurano due motivi a greca. Il testo è in caratteri corsivi, tranne la lette-
ra di Tesauro a Bellezia, i titoli dei capitoli nell’indice iniziale e le parti
evidenziate che sono in tondo. Corsivi maiuscoli, maiuscoletti, tondi
maiuscoli sono usati per mettere in risalto titoli e parole o frasi all’inter-
no del testo. Le parole straniere, le battute di dialogo, le citazioni e i rife-
rimenti o i documenti parzialmente rielaborati e riportati in forma diret-
ta o indiretta sono tutti in tondo, le didascalie interne ad essi sono in cor-
sivo delimitate dalle parentesi.
Nella trascrizione si è eliminata la
h
etimologica o pseudoetimolo-
gica (es.:
heresia, huomo, havere, hoggi, cohabitino, humilissimo, historia,
Henrico, heredi, theologia
);
si è distinta la
u
da
v
;
ij
finale si è trascritto
ii
(
es.:
infortunij, supplicij, augurij
);
il nesso
ti, tti
seguito da vocale si è reso
con
zi
(
es.:
publicatione, attioni
).
La nota tironiana e la
et
si sono trascrit-
te
e
,
tranne davanti a parola che cominci con
e
,
dove si è trascritto
ed; etc
.
si è reso
ecc
.
Si è eliminato l’apostrofo tra articolo indeterminativo e sostantivi di
genere maschile (es.:
un’angolo
),
dopo verbi all’infinito (es.:
dar’animo,
tirar’in
)
e in altre forme di apocope (es.:
ben’informato, monsignor’arci-
vescovo, lor’esempio, qual’opinione
),
mentre si è conservata l’aferesi (es.:
veggendosi ‘nvolto, gli ‘mpenetrabili
)
e l’elisione nelle forme del tipo:
de’, da’, co’, a’, e’, ne’, fra’, tra’, che’
ecc.
Si sono distinte le forme
accioche, altutto, peroche, giache, sicome,
aguisa, percioche, seben, dapoi, dapoiche, senon, siche, perilche, gliè, mai-
più, senzache, nonpertanto, finqui, mentreche, sene, somministrargli, pera-
ventura, perottimamente, tuttitre, dipiu, ilche, ilquale, laquale
ecc., trascri-
vendo
acciò che, al tutto, però che, già che, sì come
ecc.; al contrario si
sono unite le forme
in oltre, in fatti, non ostante
ecc.
Si è ammodernato l’uso delle maiuscole e si è uniformato l’uso del-
l’accento secondo le regole moderne. Si sono, ad esempio, accentate le
forme
benche, ne
(
cong.),
nonche, perche, poiche, talche, finche
ecc., men-
tre non si è mantenuto l’accento, ovviamente, su
à, hà, fà, fù, frà, ò, quà,
sù, trà,
ecc. e su
fè
(
fece) reso con fe’.
Si sono sciolte le seguenti abbreviazioni presenti nel testo:
A.V.R.
=
Altezza Vostra Reale;
D.
= don;
devotiss
.
= devotissimi;
eccellentiss
.
=
eccellentissimo;
fedeliss
.
= fedelissimi;
Gio
.
= Giovanni;
Humiliss
.
= umi-
lissimi;
illustriss
.
= illustrissmo;
Reverendiss
.
= reverendissimo;
S.
= san,
San;
SS.
= Santi;
Santiss
.
Verg
.
= Santissima Vergine;
S.A.R.
= Sua Altez-
74