Oltre alle due opere del De Sponde Tesauro ricorre, per la
stesura della “cornice” che incasella la storia della Compagnia
nella storia della Chiesa, alle fonti bibliche e classiche. Dagli
Atti degli apostoli
e dalla
Lettere
Tesauro trae insegnamenti e
episodi esemplari della vita di san Paolo, a volte un po’ forzati,
come l’educazione dell’apostolo in Cilicia sotto il dotto Gama-
liele, presa a modello per il Collegio dei nobili convittori. Costi-
tuiscono illustri precedenti dell’Albergo di virtù e dell’Ospeda-
le di carità i provvedimenti legislativi dei «cristiani Cesari»,
contenuti nel
Codice teodosiano
.
Più raramente sono citati i
classici: tre volte Aristotele, dall’
Etica Nicomachea
e dalla
Retorica
,
una volta l’
Agesilaus
di Senofonte, a proposito della
fedeltà dei principi, una volta Livio, una volta il
De legibus
pla-
tonico.
Storici ecclesiastici.
L’
Istoria
sottolinea lo stretto rapporto tra paolini e gesuiti,
e la loro collaborazione nell’attività religiosa e missionaria,
educativa e assistenziale
51
.
L’autore, membro della Compagnia
di Gesù per più di un ventennio, sfrutta ampiamente la storio-
grafia gesuita. Dopo l’opera controversistica del Bellarmino e
la
Bibliotheca selecta
del Possevino, gli storici gesuiti si dedica-
rono all’apologia del loro ordine, con il merito tuttavia di apri-
re nuovi orizzonti mediante la descrizione dei viaggi dei missio-
nari e di inaugurare un nuovo modello storiografico, basato su
prove documentarie, privo di sermoni immaginari, espresso
57
51
Sul ruolo innovativo dei gesuiti cfr. M
ELLANO
,
Attività controriformisti-
ca
cit., pp. 25-42. Sui rapporti tra Compagnia di Gesù e Compagnia di
San Paolo vedi, nello stesso volume, R. A. G
RASSI
,
I rapporti con la
Compagnia di Gesù nelle carte dell’Archivio Storico della Compagnia di
San Paolo
,
pp. 133-144.