Ma discordano totalmente le circostanze, la data e il luogo della
morte
47
.
Mentre De Sponde registra nell’anno 1538 la cacciata
di Farel e Calvino da Ginevra, secondo Tesauro nel 1535 Fer-
raù subì la pena capitale a Ginevra, per ordine di Calvino, sul-
l’altare che egli aveva voluto utilizzare per i supplizi:
Con la medesima agevolezza riuscì loro la ribellion di Geneva, bella e
nobil città, sedente sopra il lago Lemano, congiunto al Canton de’ Ber-
nesi, già dichiarati per l’eresia. Artefice della rivolta fu quel barbaro
uomo Guglielmo Ferraù, di cui si è detto, che con la sua energia concitò
il vulgo alle armi contro alla Chiesa e a saccheggiare i templi e i mona-
steri. Indi […] l’altar di pietra, sopra cui si consecrava, trascinarono co’
giumenti al piè delle forche […]. Ma seguì un fatto che recò a’ catolici
alcuna speranza che il giusto Iddio, il qual per gli ‘mpenetrabili suoi
secreti pareva non aver conosciute le proprie ingiurie, volesse risvegliare
il suo sdegno. Però che, per sentenza di Calvino e del suo Senato di
Geneva, sopra quell’istesso altare che per comando di Ferraù fu tran-
sportato al patibolo, all’istesso Ferraù fu troncata la testa.
La chiave per risolvere la questione si trova, a mio parere, sem-
pre nel paragrafo 7 del 1535, sotto il titoletto «Notabile de
Lapide Altaris», dove De Sponde scrive:
Quod vero praeterea memoria dignissimum in subversione religionis
Genevae facta contigit, id est quod cum eo usque sacrilegii processisset
eorum impietas, ut lapidem maioris altaris ecclesiae cathedralis, supra
quem sacerdotes Catholici sacrificare consueverant, extra urbem ad
locum suppliciis destinatum ut iis inserviret detulissent; primus omnium
Amicus Perrinus, cuius operam, utpote hominis in urbe potentis, ac mili-
tiae ducis et inimici Episcopi, Farellus ad propositum suum exequendum
usus fuerat, quique auctor extirerat illius lapidis eo traducendi, supra eum
capite plexus fuerit, persequente eum Calvino hoste eius insensissimo.
A subire la pena capitale fu dunque questo
Amicus Perrinus
:
è
probabile che Tesauro, sfogliando velocemente la
Continuatio
,
55
47
Farel, collaboratore per molti anni di Calvino, sopravvisse all’amico,
morendo a Neuchâtel nel 1565.