posero di utilizzare i poveri sani nella lavorazione della lana e
della seta. Ottimi maestri vennero ad insegnare l’arte nell’Al-
bergo, diretto da un personaggio di cui abbiamo già parlato, il
Polliago. Un altro confratello di origine lombarda, Francesco
Fontanella, fece una donazione per l’erezione di un ospedale,
simile a quello di Milano, dove ricoverare i mendicanti mala-
ti. Lo spostamento dell’asse produttivo e commerciale verso
la Francia a metà Seicento si riflette anche negli interventi
assistenziali: a fornire il modello per la riapertura dell’Ospe-
dale di carità nel 1649 non fu più l’Ospedale milanese, bensì
quello di Lione, descritto «da’ mercatanti piemontesi di là
venuti».
Ma la distribuzione di sussidi e gli interventi per il conteni-
mento dei mendicanti non costituiscono le uniche forme di
aiuto ai bisognosi. Mentre il denaro che si dona, scrive Tesauro,
«
giova a uno solo e una volta sola» quello che si presta «più di
una volta giova all’istesso e più di mille volte a tutti gli altri
nelle cui mani va rigirando, nella guisa che i fiumi, uscendo dal
mare e al mar ritornando, perennemente fecondano tutta la
terra». Il prestito acuisce «l’industria» dei poveri «con la neces-
sità della resa»; al contrario «sovente le grandi elemosine […]
fomentano la inerzia di chi riceve». Con queste immagini e con-
siderazioni l’autore introduce le pagine dedicate al Monte di
pietà, per diffondersi successivamente nella interpretazione
delle problematiche finanziarie e sociali legate al divieto, da
parte della Chiesa, del prestito ad «usura», cioè ad interesse.
Alcune considerazioni merita infine un’altra attività
importante e tipica della Compagnia: l’assistenza femminile.
Negli anni di crisi, di guerra, di carestia, quando una parte con-
sistente della popolazione rischiava di precipitare nella miseria,
particolarmente vulnerabile era la situazione delle donne,
soprattutto se veniva a mancare il capofamiglia. La condizione
delle ragazze prive della protezione paterna era considerata
rischiosa per lo stesso onore della donna e della sua famiglia:
«
ogni bellezza congiunta con povertà parea già mezza espugna-
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