ad esempio, non è mai disgiunto dal sostegno morale, mentre
molti paolini si sentono chiamati, nel tragico momento della
peste, ad una scelta radicale. «Operarono insieme quelle pre-
ghiere una magnanima risoluzione in molti confratelli, di vole-
re aspettar quella sferza dentro la città istessa per esercitar l’o-
pere estreme di carità verso la patria e’ poverelli»: il rettore, il
vicerettore e diciannove confratelli, morti durante la pestilenza
di fine Cinquecento, «lasciando la vita per darla altrui, conver-
tirono in merito eterno una brieve tribolazione». Ma l’
Istoria
costituisce anche una testimonianza della religiosità popolare
dell’epoca. Di grande suggestione è la descrizione del pellegri-
naggio a Vico: «Giunti sull’eminenza del colle, fu cosa di giubi-
lo e di stupore il veder tutti gli altri colli e le soggiacenti pianu-
re coperte di varie processioni di uomini e donne con lumi in
mano, risonando d’intorno le valli e i monti di melodie mesco-
late di gemiti ed esclamazioni». Poi l’autore pare farsi “prende-
re la mano” dalla narrazione, totalmente acritica ma sicura-
mente atta a suscitare meraviglia, degli «incredibili effetti della
santità di quel luogo», per concludere che le loro «cagioni si
rimanevano ascose negli alti abissi della misericordia divina».
Altre riflessioni si possono fare sul concetto di povertà. Un
posto privilegiato tra i beneficiari della Compagnia occupa il
povero «vergognoso» considerato più degno di compassione
degli altri perché, essendo un nobile o comunque un benestan-
te decaduto, non può permettersi di chiedere aiuto. Il soccorso
offerto dalle confraternite dell’epoca ai poveri vergognosi si
può interpretare oggi come una forma di “previdenza”
ante lit-
teram
nei confronti di membri più deboli del proprio ceto.
L’atteggiamento di Tesauro nei confronti dei mendicanti
non si discosta da una visione molto conservatrice, che attribui-
sce le cause della miseria al «genio antico di questo clima, dove
la plebe oziosa […] ad altro non badava se non al cembalo e
alla mensa». Per le autorità la folla dei mendicanti vagabondi,
che soprattutto negli anni di carestia si riversava in città, costi-
tuiva innanzitutto un problema di ordine pubblico. Gli inter-
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