sia cattolica sia protestante
27
,
è resa con vivacità mediante l’uso
sapiente della retorica: in ambito letterario appare vicino il
modello della
Sferza
28
di Giovan Battista Marino. Rispetto ad
altre storie religiose, in quest’opera, tuttavia, l’intento apologe-
tico è più discreto e contenuto perché manca la polemica e lo
spirito di competizione nei confronti di istituzioni analoghe.
L’atteggiamento di Tesauro è in fondo più distaccato, in quanto
egli non apparteneva alla Compagnia ma tendeva, al contrario,
a metterne in luce i rapporti con gli ambienti cui era legato, la
corte e la città. È vero che alcuni capitoli sono dedicati al culto,
ad altre congregazioni religiose, agli edifici sacri; è vero che cia-
scuna opera intrapresa dai confratelli è riportata ad un inse-
gnamento delle Sacre Scritture, in particolare di san Paolo, o
dei padri della Chiesa. Tuttavia, come vedremo più avanti,
Tesauro evidenzia sempre anche l’aspetto “politico”, l’interesse
pubblico di ogni iniziativa della Compagnia.
Anche dal punto di vista formale Tesauro si discosta dal
tradizionale impianto annalistico delle storie sacre, proponen-
do una soluzione molto articolata, sulla quale è interessante
soffermarsi.
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Già nel 1559, per citare solo uno tra i primi esempi del genere, John
Bale negli
Acta Romanorum Pontificum
definisce la chiesa «
Bestiam cor-
nutam
»
e «
Satanae sponsam
»,
mentre il papa Silvestro II «
Magnus dia-
bolicus erat
» (
B
ERTELLI
,
Ribelli
cit., pp. 49 sgg.).
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L’operetta, composta in Francia nel 1617 e dedicata a Luigi XIII, rivol-
geva agli ugonotti epiteti ingiuriosi come: «lupi voraci», «scorpioni mici-
diali», «calabroni immondi», «mostri infernali», «furie maledette» (M.
G
UGLIELMINETTI
,
Marino e la Francia
,
in
Tecnica e invenzione nell’opera
di Giambattista Marino
,
Messina, D’Anna, 1964, pp. 162 sgg.).