principe dal tiranno, perciò questo pio principe, per avveduto
consiglio della regal madre e per sicuro auspicio della infrangi-
bile fedeltà sua, intitolò quel monte il Monte della fede. E con-
sequentemente giudicando necessario che i maneggiatori del
monte nel guardare il denaro, nello esiggerlo da’ doganieri e
nel pagarlo a’ montisti fosser anch’essi uomini di salda fede, la
qual fu sempre al mondo una bella rarità, riputò non potersi
più sicuramente appoggiare il Monte della fede che alla Com-
pagnia della santa fede, qual si professa nel nome e nell’insti-
tuto la Compagnia di San Paolo, non potendo mancar di fede
agli uomini chi veramente la serba a Dio. Massimamente por-
tando questa Compagnia scritto sempre nell’anima quel docu-
mento dal suo santo apostolo tante volte inculcato a’ suoi con-
fratelli: – Non vogliate mancarvi di parola fra voi – e – Niuno
frodi il suo prossimo ne’ contratti, però che Iddio è severissimo
punitore della fé violata
436
–.
Fu dunque richieduta dalle
Altezze Reali la Compagnia di San Paolo di consentire che il
depositario del suo Monte di pietà prendesse la cura e il
maneggio di questo monte, dandogli autorità
437
di esiggere il
denaro con la sola quitanza del regolator dell’istesso Monte di
pietà e di pagare a’ creditori per quartieri gli cinque e mezzo
per cento con la loro accettilazione. Alla qual richiesta avendo
la Compagnia con prontissimo ossequio per servigio di Dio e
del suo principe acconsentito, l’Altezza Sua Reale, a richiesta
della pia genitrice, di quel mezzo per cento a sé riserbato fece
dono all’istessa Compagnia per accrescimento del Monte di
297
660
665
670
675
680
436
Ad. Coloss., 3. Nolite mentiri invicem; 1 ad Thess., 4. Nemo circum-
veniat in negotio fratrem suum, quia vindex est Dominus.
V
ULG
.,
Col.,
3, 9;
Thes.
,
I, 4, 6.
437
Nelle istesse lettere, pag. 4.
Cfr. ch. 432.
679.
quartieri
:
trimestri.