giormente le facultà de’ suoi popoli, ad esempio d’altri principi
ne’ loro stati, eretto
432
un monte nella presente città, con l’alie-
nazione di un annuo reddito di tremila scuti d’oro sopra l’an-
tico dritto demaniale della dogana; per ritrarne a ragion di sei
per cento da varie persone particolari un presentaneo capitale
di cinquantamila scuti d’oro, che bisognavano per la instante
campagna, riserbandosi però il principe la disposizione di un
mezzo per cento per il fine che si dirà. Furono adunque publi-
cati gli articoli appartenenti a questa erezione
433
,
con avantaggi
e privileggi grandissimi sopra tutti gli altri contratti de’ censi, a
favor di coloro che collocherebbono alcuna parte di tal somma
sopra quel monte. I quai capitoli fur subito interinati
434
dal
Senato e dalla Camera de’ conti, per essere urgentissima la
cagione di quel contratto. Ma perché, sì come scrive Senofonte:
–
Egli è cosa più degna del principe che del privato il serbar
fede
435
–,
però che i privati vi son forzati da’ giudici, ma il prin-
cipe vi è condotto dalla sua giustizia, la qual sola distingue il
296
645
650
655
432
Lettere di erezion del Monte della fede delli 3 feb. 1653, nel libro del
Monte, pag. 3.
Ordini e capitoli fatti da Sua Altezza Reale per l’erettione del novo Monte, detto
della Fede,
Torino, G. Sinibaldo, 1653; B
ORELLI
,
pp. 396-404; D
UBOIN
,
XXV, t.
23,
pp. 333-335.
433
Nelle istesse lettere.
Cfr. ch. 432.
434
Interin. sotto li 4 feb. 1653, nell’istesso libro.
Cfr. ch. 432.
435
Xenoph., De Agesilao. Magna et praeclara res est, cum aliis omnibus,
tum praesertim viro principi, fidem servare.
S
ENOFONTE
,
Agesilaus
,
III, 5.
643.
un monte
:
un prestito pubblico «garantito sull’introito dei proventi dell’anti-
co diritto demaniale della dogana, con il quale si provvedeva altresì al pagamen-
to degli interessi, fissati al 6% […] fino alla concorrenza di 3.000 scudi d’oro l’an-
no» (A
BRATE
,
L’Istituto…
cit., p. 78). Vedi inoltre L. E
INAUDI
,
La finanza sabau-
da all’aprirsi del secolo XVIII e durante la guerra di successione spagnola,
Torino,
Sten, 1908, pp. 203-207.