avendo egli con aspostolico spirito ragionato e infiammato il
popolo a quell’opera santa, incaminatosi tutto il clero con
devoti e armonici canti, il duca istesso co’ principi suoi figliuoli
condussero que’ poveri che parean tanti lazari a San Lazaro.
Allora si trovò la città nello stato della ideal republica instituita
da Platone, anzi della republica instituita da Dio, dalla qual
Platone trascrisse
425
quella legge: – Per modo niuno si trovi fra
voi un bisognoso o mendico
426
–.
E i poveri similmente si trova-
rono in istato felice, proveduti di ogni cosa necessaria, sotto la
direzion di duo confratelli di San Paolo deputati a ciò dal duca
istesso, cioè l’auditore Carlo Baronis e Andrea Porro. Ma per-
ché il luogo era fuor di mano e a giudicio de’ medici l’aria insa-
lubre, fur tramutati nel sobborgo del Po, in luogo più amplo e
per gli ’nfermi più propio e più esposto agli occhi e alla carità
de’ passaggieri, dov’era l’Ospizio e l’Ospitale de’ religiosi del
beato Giovan di Dio. Quivi i convalescenti eran serviti e’ sani
ammaestrati nelle arti, giusta la capacità di ciascuno; e que’
che, a guisa de’ fuchi, imprima viveano delle fatiche altrui,
appararono a vivere delle proprie; e di quivi, come da un meca-
nico noviziato, uscivano alcuni spiriti capaci de’ più esquisiti
lavori dell’Albergo delle virtù, e altri con diversi artefici o con
290
515
520
525
530
535
425
Plat., 11, De leg.
P
LATONE
,
De legibus
,
XI.
426
Deuteronom
.
, 15.
Omnino indigens et mendicus non erit inter vos.
V
ULG
.,
Deut.
, 15, 4.
525.
Carlo Baronis
:
mercante e finanziere chierese, figlio di Filiberto, come il fra-
tello Ottavio concedeva prestiti e anticipava grandi somme al duca. Nominato
consigliere di Stato e di finanze divenne anche mastro auditore camerale in
Savoia, entrando successivamente a far parte del Magistrato dei redditi straordi-
nari. Era decurione della città. È attestato nella Compagnia, di cui fu rettore nel
1623,
dal 1612 al 1624.
Andrea Porro
:
mercante di origine lombarda, socio di
Giovan Paolo Fontanella, accordò importanti prestiti al duca. Fu sindaco nel
1626
e chiavaro nel 1629. Attestato nella Compagnia dal 1611 al 1630, fu rettore
nel 1621 e tesoriere del Monte di pietà.