mento
421
un capitale di tremila cinquecento ducatoni in due censi
sopra Chieri e Poirino, acciò che fosse come un invito ad altre pie
persone alla erezione di un ospitale: – per dar ricetto (dice egli) e
ritirare in quello tutti li poveri mendicanti della presente città,
maschi solamente, da regolarsi nel modo e forma de’ mendicanti
di Milano, con che non si divertisca in altro –. E la cura e prote-
zione di quella opera commesse a’ sindici e agenti della città, e
alla Compagnia di San Paolo. E in effetti questo pietoso esempio
con una publica mossa suscitò la carità di molti; né perdé punto
di tempo la città e la Compagnia, sollicite esecutrici del suo
volere, a procurarne la riuscita. Alla qual subito quel gran prin-
cipe Carlo Emanuele, che avea nelle opere di pietà il suo ele-
mento, porse la sua liberalissima destra; e tutto il popolo si
mostrò disideroso di concorrere con elemosine alla manutenzion
di que’ miserabili in un ricetto, per non vederglisi ad ogni ora
come importune fantasime davanti agli occhi. E per accrescere
splendore all’opera, diliberò il duca di unire il nuovo Spedale
chiamato della carità con lo Spedal della religione di San Lazaro,
288
485
490
495
421
Anno 1625. Testam. del primo marzo di detto anno.
AST,
Insinuazione di Torino
,
l. 3, 1625, c. 269.
498.
San Lazaro
:
con patente del 16 maggio 1630 (AOM,
Ospedale maggiore,
mazzo
1)
Carlo Emanuele I univa l’«Hospitale al Borgo di Po sotto titolo della Madonna
Santissima dell’Annuntiata», eretto per il ricovero dei mendicanti, alla Religione dei
Santi Maurizio e Lazzaro, dal momento che era «destinato a poveri per lo più
leprosi», assegnandogli un provento annuo di scudi 3.500 d’oro, di cui «2.000
sovra l’imposto dell’acquavite, ed il resto sovra il reddito di Stupinigi». Inizial-
mente il ricovero non aveva un nome preciso e stabile, cfr. E. G
IACOBINO
,
L’O-
spedale di Carità
,
in G. G
ENTILE
-
R. R
OCCIA
(
a cura di),
Itinerari tra le carte,
Torino, Archivio Storico della Città di Torino, 1999, p. 198; eretto «ad onore di
Iddio e della Gloriosa Vergine Maria, nostra Signora», secondo l’editto di fonda-
zione del 10 marzo 1627, è definito «Ospedale dell’Annuntiata» nell’editto 19
giugno 1631; anche la nuova sede in costruzione dal 1658 vicino alla chiesa di San
Filippo veniva «innalza
ta
sotto gli auspicii della Beatissima Vergine della Carità»
(
J. B
ERNARDI
,
Il Regio Ospizio di carità e ordinamenti negli Stati sardi per preve-
nire e soccorrere l’indigenza,
Torino, Speirani e Tortone, 1857, pp. 28-44). Vedi
anche C
AVALLO
,
Charity…
cit., p. 95; C
HRISTILLIN
,
L’assistenza
cit., p. 874.