laudi adunque ne’ sacri
Annali
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vien celebrato l’Ospital della
carità di Lione in Francia che, con magnificenza uguale alla
pietà, raccogliendo ogni genere di mendichi, sani o infermi, con
la medesima carità esercita i sani nelle fatiche e risana gli
nfermi acciò che possano faticare. Questa era dunque la idea
disegnata da quella pietosissima Compagnia della carità di
Torino, e consequentemente dalla Compagnia di San Paolo che
vi avea tanta parte. Ma poiché la moltitudine de’ bisognosi e la
strettezza de’ tempi ebber guasto sì gran disegno, mentre che
l’Albergo delle virtù n’effettuava una parte con l’incamina-
mento de’ sani al lavorio delle arti, non cessarono i paolini di
meditar l’erezione dello spedale per compimento di tutta l’opra.
Sentivanne fra gli altri un sommo disiderio que’ confratelli che,
venuti di Milano, avean nella mente l’imagine di quel famoso
Ospitale che, tra le opre magnifiche di quella religiosissima e
splendidissima città, apresso al gran tempio riporta la prima
gloria. Però che, oltre al gran popolo degli infermi raccolti nelle
sue mura, mantien co’ suoi proventi molti altri spedali per ogni
genere di persone, ma principalmente per gli mendichi e sani e
infermi. Tra questi confratelli milanesi, ch’erano alquanti, tutti
ricchi di facultà e di virtù, eravi
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Giovan Donato Fontanella,
vogliosissimo di vedere in Torino questa grand’opra di carità; e
l’istess’animo transmesse in Francesco suo figliuolo; il qual, per
satisfare al proprio e al paterno disiderio, lasciò per suo testa-
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475
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Spondan., Annal. eccles., sub ann. 57, n. 37, in marg. ad Baron.
Il par. n. 37 dell’a. 57, «Distincta in ecclesia loca», in D
E
S
PONDE
,
Annales…
cit.
(
analogamente al par. 37 dell’anno 57 in B
ARONIO
,
Annales…
cit
.,
dal titolo
«
Usus judicariae potestatis») non riguarda i mendicanti né fa riferimento all’o-
spedale di Lione.
420
Dal lib. de’ ricevuti sotto l’anno 1592.
Cfr. ch. 51.
471-472.
Ospitale
:
l’Ospedale maggiore;
gran tempio
:
il duomo.
479.
Francesco
:
è attestato nella Compagnia dal 1616 al 1625.