e integrità dispediva. Talché, sì come egli era stato de’ primi
accenditori della carità nella Compagnia del nascente Alber-
go, così fu ancora nello Albergo già stabilito e perfetto il diret-
tore. Ma benché grandissime fossero le sue occupazioni in
quell’impiego per lo spazio di quattordici anni fino alla morte,
non allentò già mai né la pietà né la diligenza verso la Compa-
gnia, nella cui sepultura solamente trovò riposo. Onde nel
libro de’ confratelli si legge il suo nome notato con questa
rubrica: – Morto perseverante li 25 decembre 1601. Sepellito
nella chiesa de’ padri giesuiti
414
–.
In questa guisa dunque radu-
nato un gran numero di mendicanti in quel virtuoso albergo,
dove ottimi maestri con mercedi grandi eran venuti, di sciope-
rati e inutili alla republica, divennero in corto tratto utilissimi.
Vidersi subito con maraviglia della città per tutte le sale e por-
tici di quel palagio nascere ordigni, sorger telai, girar filatoi; chi
carminar, chi innaspare, chi tessere, fabricando nastri, panni,
velluti e riccami. Onde si videro da quella mecanica academia
uscire ovraggi maravigliosi, fra’ quali è inarrivabile la tapezze-
ria di seta e oro della regal genealogia di Savoia, dove tra le
grandi figure al naturale sono intessute in grandi spazii le loro
eroiche imprese, con tanta vivezza di tratti e soavità di colori
che la pittura rimane ingannata e le officine di Arazzo avvilite.
Né questa sola città, ma tutto lo Stato ha sperimentato il pro-
fitto di quella scuola, essendosi in tutti’ villaggi oramai risve-
gliata in modo l’industria che indicibile è la copia delle sete che
n’escono e del denaro che n’entra dentro al paese. Esperi-
mento che fa chiaramente conoscere quanto sia vero che ogni
terreno è buono a nutrir l’arti, quando vi sia chi lo coltivi.
Fu veramente, come avem detto, l’intenzion di que’ pri-
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Anno 1601. Nel lib. de’ ricevuti, pag. 47.
Cfr. ch. 51.
420.
ordigni
:
macchine.
421.
carminar… innaspare
:
cardare e avvolgere il filato sull’aspo.