mercanti o banchieri che attraverso i prestiti al duca avevano
assunto cariche statali
8
.
Nel 1657 era rettore Giovan Francesco
Bellezia, già sindaco di Torino e secondo presidente del Senato.
Tra i consiglieri c’erano il banchiere Teodoro Binelli, presidente
della Camera dei conti, Giovan Francesco Belli, tesoriere gene-
rale, Carlo Furno, sovrintendente generale del consiglio delle
fortificazioni. I paolini Marcantonio Gambarana e Gaspare
Francesco Carcagni, per citare solo alcuni esempi, erano figure
importanti nel consiglio cittadino, in cui avevano raggiunto le
più alte cariche, quali quella di chiavaro della città.
Lo stretto legame della Compagnia con le autorità statali,
così come con quelle cittadine
9
molti confratelli erano membri
del consiglio comunale – è senza dubbio alla base della scelta di
rivolgersi a Emanuele Tesauro, storiografo ufficiale, regista delle
decorazioni delle dimore sabaude e del palazzo di città, maestro
di gusto e di cerimonie, educatore di principi. L’analisi di alcuni
documenti d’archivio ci permette di far luce sui rapporti perso-
nali tra Tesauro e Compagnia. Se la decisione di far scrivere la
storia non è documentata negli ordinati della Compagnia, inter-
29
8
Per la composizione sociale dei confratelli e degli ufficiali della Compa-
gnia mi permetto di rinviare a A. C
ANTALUPPI
,
La Compagnia di San
Paolo: mercanti e funzionari nell’élite torinese tra Cinque e Seicento
,
in M.
M
ASOERO
-
S. M
AMINO
-
C. R
OSSO
(
a cura di),
Politica e cultura nell’età di
Carlo Emanuele I. Torino
,
Parigi, Madrid
(
Atti del convegno internazio-
nale di studi. Torino, 21-24 febbraio 1995), Firenze, L. S. Olschki, 1999,
pp. 81-93.
9
Sulla città di Torino in questo periodo si veda il terzo e il quarto volume
della
Storia di Torino, Dalla dominazione francese alla ricomposizione
dello Stato (1536-1630)
e
La città fra crisi e ripresa (1630-1730)
,
entrambi
a c. di G. R
ICUPERATI
,
Torino, Einaudi, 1998-2002. Molti saggi sottoli-
neano, da vari punti di vista, il ruolo importante della Compagnia nella
società cittadina e i rapporti dei suoi membri con il potere municipale e
ducale; vedi in particolare, nel III, P. M
ERLIN
,
Amministrazione e politica
tra Cinque e Seicento: Torino da Emanuele Filiberto a Carlo Emanuele I
;
E. S
TUMPO
,
Spazi urbani e gruppi sociali (1563-1630)
;
nel IV, C. R
OSSO
,
Uomini e poteri nella Torino barocca.