mezzo in campo spazioso una gloria celeste di maravigliosa
scultura. Quivi la gloriosa Vergine Madre, sedendo in un subli-
me trono di nuvoli, fa trono del suo grembo al suo Bambino, e
d’ogni ’ntorno un tripudio di angeli sedenti sopra’ gruppi di
nubi con diversi musicali ’nstrumenti le applaude, e facendo
veder l’armonia che non si ode, un finto paradiso invoglia i
riguardanti del vero. Ancor non era di quel tempo ritornata in
queste contrade l’arte di smidollare i monti per vestir gli altari
di marmi, essendo allo strepito dell’arme fuggita d’Italia ogni
bell’arte. Ma benché quel lavorio sia di legname, non invidia
pertanto i marmi a Paro, facendo vedere come una vil materia
possa divenire impreziabile. Talché ancora in Milano i padri
del Giesù avevano di un tale ornamento arricchito il loro
altare, stimandolo assai più che se fosse stato di fine pietre,
però che l’una e l’altra fu opera di que’ Taurini che, venuti di
Alemagna, furono in questo genere sì gran maestri che tolsero
a’ discepoli la speranza di pareggiarli. Due grazie fece subito
questa sacra imagine a’ loro autori. L’una che un de’ fratelli
Taurini, meglio che Pigmalione innamorato della sua scultura,
tanto si affezionò a quel Giesù che nella Compagnia di Giesù
finì sua vita. L’altra, ch’essendosi gli confratelli di San Paolo
divise fra loro le parti e la spesa di quell’opera, Marcantonio
Magnano giacente infermo
351
contribuì cinquanta scuti per la
imagine della Vergine e a quella divotamente votatosi, imman-
261
180
185
190
195
200
351
Mem. pad. Magnan., pag. 34.
Cfr. ch. 116.
188.
Paro
:
isola dell’Egeo, famosa per i suoi marmi.
192.
Taurini
:
Giacomo e Giovanni Taurin, intagliatori e scultori, lavorarono al
duomo di Milano e successivamente a Torino. Giovanni si fece gesuita. Il padre,
Riccardo, scultore in legno e in marmo, nativo di Rouen in Normandia, aveva
lavorato a lungo a Padova e al duomo di Milano.
196.
Pigmalione
:
mitico re di Cipro, si innamorò di una statua da lui stesso scol-
pita, e supplicò Afrodite di poterla sposare. La dea esaudì il suo desiderio dando
vita alla scultura.