cui maestosa imagine, dipinta tutta in piè e in prospettiva nel
gran quadro sopra l’altare, par che nell’attitudine della persona
e nel sembiante faccia vedere agli occhi stessi la gravità dell’a-
nimo e la profondità de’ pensieri. Uscì quest’opera del 1607
349
dalla perita e liberal mano di Federigo Zuccaro da Urbino, che
di que’ tempi era stato chiamato con altri di pari fama dal duca
Carlo il Grande, per far nella sua Loggia un cimento di penelli
da disperar l’arte e ingelosir la natura. Era il Zuccaro entrato
due anni davanti nella Compagnia di San Paolo
350
,
onde com’ei
portava scolpito nel cuore il suo santo, così lo pinse insù la tela,
e come professava un instituto limosiniere, per fare una limo-
sina preziosa donò san Paolo a San Paolo. Vien circondata la
imagine del santo da un marmoreo ornamento di architettura
di Corinto, com’egli sempre in Corinto ebbe il suo cuore. Quat-
tro colonne di un nero venato a bianco reggono la nera fronte
di terso paragone, con bianchi finimenti di festoni e di figure; e
nel bianco fregio corrente fra ’l nero della cornice e dell’archi-
trave si legge questa inscrizione da me a richiesta loro dettata:
SOCIETAS SANCTI PAULI
IN NUMERUM PIORUM OPERUM
HUNC ETIAM PATRONI CULTUM
REPONIT.
Né qui fermandosi la magnificenza de’ confratelli, impre-
sero ancora quel tanto ammirato ornamento dello altar princi-
pale che, fiancheggiato da’ grandi termini in sembianza di che-
rubini sostenenti un ricco e figurato frontispicio, chiude nel
260
155
160
165
170
175
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Anno 1607. Mem. pad. Magn., pag. 38 e millesimo del quadro.
Cfr. ch. 116; iscrizione sul quadro.
350
Dal lib. de’ ricevuti nella Comp., sotto l’anno 1605.
Cfr. ch. 51.
158.
Loggia
:
la Grande galleria.
167
.
paragone
:
lidite, una varietà di diaspro.
176.
termini
:
statue a mezzo busto che finiscono a forma di pilastri.