san Paolo, già discepolo di Cristo e maestro delle genti, poiché
fu ritornato in Gierusalemme protettor della fede, ond’era
uscito persecutore, spese tutto il tempo in quel tempio mede-
simo
330
,
mandando orazioni a Dio e ricevendo da Dio illumina-
zioni celesti, né di quindi uscì, se non trascinato per gli cape-
gli
331
.
Or se egli con tanta religione per adorare e orare non si
dipartiva da quel tempio legale, consecrato col sangue di morte
vittime, all’odor delle quali scendeva Iddio, con quanta mag-
gior pietà e sollicitudine praticò e predicò il culto de’ sacri tem-
pli de’ cristiani, dove l’istesso esauditor delle orazioni è vittima
e nume? Certamente, sì come i templi catolici si trovano da san
Paolo prima che da niun altro apostolo essere stati ne’ sacri
libri con greco nome chiamati
ecclesiae
332
,
appropriando al
luogo della orazione quel nome che significava la convocata
moltitudine de’ fedeli, così ancora più espressamente di niun
altro insegnò a’ Greci qual venerazione si debba alle chiese,
rimovendo quel gentilesco abuso di far del tempio un cenacolo
e ordinando che nelle chiese le femine stian chete e modesta-
mente velate
333
.
E per consequente san Paolo fu il primo che a’
popoli della Grecia, a’ quali diede il lume della fede, inse-
gnasse a fabricare oratorii e templi e, quanto permettevan loro
le facultà, sontuosamente adornarli. Però che, se per gli sacrifi-
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30
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40
45
330
Act. Apost., c. 22. Factum est autem revertenti mihi in Ierusalem et
oranti in templo, fieri me in stupore mentis.
V
ULG
.,
Act.
, 22, 17.
331
Act. Ap., c. 21. Iudaei cum vidissent eum in templo concitaverunt
omnem populum et iniecerunt ei manus.
V
ULG
.,
Act.
, 21, 27.
332
1
ad Cor., c. 14, 34; 1 Cor., c. 11; P. ad Timot., c. 3.
V
ULG
.,
Cor.
,
I, 14, 34; 11, 1;
Tim.
,
I, 3, 1.
333
1
ad Corint., 11. Numquid domos non habetis ad manducandum, aut
ecclesiam Dei contemnitis? Et 1 ad Corint. 14. Mulieres in ecclesiis
taceant: non enim permittitur eis loqui.
V
ULG
.,
Cor.
,
I, 11, 22; 14, 34.