O
PERA SETTIMA DELLA
C
OMPAGNIA DI
S
AN
P
AOLO
.
T
EMPLI ED EDIFICI IN ONOR DI
D
IO
.
Se dello spirito di san Paolo (come abbiam detto) è il fare
orazione, ancora è del medesimo l’edificare oratorii e sacri
templi, però che la orazion dentro il tempio ha maggior virtù,
come l’elemento nella sua sfera. Imparò l’apostolo questa
verità dal suo Maestro; il quale, sgombrando con la frusta tutti’
negozii e’ negoziatori come cose profane dal sacro tempio di
Salomone, disse: – La casa mia è la casa dell’orazione
326
–;
per
voler dire: – Nelle case degli uomini del mondo la orazione può
veramente albergare come incognita insieme co’ negozii mon-
dani (che perciò insegnò a fare orazione in casa a porte
chiuse
327
)
ma nel tempio di Dio l’orazione è in casa propria e in
palese; e perciò i negozii di mondo non v’entrano –. Quinci
tutti gli apostoli dopo la salita di Cristo in cielo, benché in ogni
luogo alzassero la mente a Dio, nondimeno volendo aggiu-
gnere virtù e forza all’orazione, cotidianamente si raccoglie-
vano a quell’istesso tempio
328
di Salomone, come luogo più pro-
pio, dove Iddio dal suo trono concede publica udienza a que’
che priegano. Onde, avendo partite le ore canoniche dell’offi-
cio divino, colà le andavano a recitare, sì come intendono gli
scritturali quelle parole: – Pietro e Giovanni salivano al tempio
alla nona ora dell’orazione
329
–.
Ma fra tutti gli altri l’apostolo
253
5
10
15
20
326
Matt., 21. Domus mea domus orationis vocabitur.
V
ULG
.,
Matth
., 21, 13.
327
Matt., 6. Cum oraveris, intra in cubiculum tuum et, clauso ostio, ora
Patrem tuum qui est in abscondito.
V
ULG
.,
Matth
., 6, 6.
328
Act. Apost., c. 2. Quotidie perdurantes unanimiter in templo.
V
ULG
.,
Act.
, 2, 46.
329
Act. Apost. Petrus et Ioannes ascendebant in templum ad horam ora-
tionis nonam.
V
ULG
.,
Act
., 3, 1.