di devozioni continuate l’una all’altra. Però che, incominciando
ogni giornata dalla espiazion delle colpe e dalla refezion dello
spirito con la sacra communione, a questa succedeva l’itinera-
rio, di poi l’officio della Vergine e nel rimanente ora inni eccle-
siastici, ora sacre canzoni, ora devoti ragionamenti, con perpe-
tue limosine a’ poveri e cotidiani digiuni, mendicando per se
stessi e prodigaleggiando per gli mendichi, e tanto solamente
cibandosi quant’era necessario per conservar lo spirito al desti-
nato camino. In questa guisa procedendo, molti disagi pazien-
temente soffrirono, ma molti effetti della divina providenza
inopinatamente sperimentarono; onde si racconta
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che, tro-
vandosi entrambi riarsi dal caldo e dalla sete nella spiaggia
insalubre di Sinigaglia, vicini al mare ma lontani all’acqua
dolce, apparve loro una verginella molto avvenente, la quale,
presentate loro alcune saporitissime uve dentro un paniere per
dissetarsi, così di repente agli occhi apparve e disparve ch’egli
ebbero per costante quella essere stata una visita della beata
Vergine, per anticipata caparra del suo favore. Pervenuti adun-
que là dove da una piccola collinetta si scopre
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nel piano la
Santa Casa, scossi (come ordinariamente tutti sogliono) da un
sacro orrore, si prostesero a terra e, ad alte voci domandando
alla gran Madre delle grazie la grazia disiderata, sentirsi subito
destar nel cuore una indubia fidanza di averla ottenuta. Perché,
lietamente procedendo e cantando gli encomi della Vergine
epilogati nelle sue litanie, giunsero finalmente a quella sacra
officina del Verbo eterno, davanti alla miracolosa imagine della
reina del cielo, scolpita dal vangelista san Luca, a cui, con
profondissima riverenza e copiose lagrime, presentarono il
ricco dono e sciolsero il voto. Parve che ad un tempo i pietosi
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90
95
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105
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Mem. pad. Magnan., pag. 23.
Cfr. ch. 116.
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Mem. pad. Magnan., pag. 25.
Cfr. ch. 116.