Vivaldo, che da poi fu capo del Senato e miracolo de’ dotti
capi. Tenuto adunque fra lor consiglio, stabilirono di ricorrere
con ferventissime ossecrazioni a quella salutar medicina che
tutto l’uman genere avea sanato
293
,
cioè al vivo e vivifico sangue
del Salvatore miracolosamente rimaso in terra nella sua Sin-
done; la quale apunto cinque anni avanti il duca Emanuel Fili-
berto avea fatta con solennissima pompa transferire in Torino,
per abbreviare a san Carlo Borromeo il lungo e aspro peregri-
naggio a Chiamberì, dov’ella per lunghi anni fu conservata
294
.
Nella qual translazione era seguito quel raro e per autentiche
testimoniali notificato miracolo
295
della favella restituita ad un
mutolo publicamente conosciuto, che avea la lingua per con-
trazion de’ nervicelli aggruppata come un gomitolo. Anzi per
maggiormente propiziarsi il Figliuol di Dio con la intercessione
della sua santa Madre, e per destar maggiormente la virtù di
quel sangue divino con la simpatia del luogo dove fu fabricato,
237
50
55
60
293
Mem. pad. Magna., pag. 22; mem. della Comp., pag. 37, 51.
Cfr. ch. 116 e 91.
294
Tons. in Vita Eman. Philib., pag. 207; Annal. manuscript. Colleg.
Taurinen., pag. 3.
T
ONSO
,
De vita…
cit., pp. 207-210; ATSI,
Litterae annuae…
cit., p. 3.
295
Annal., ibid.
ATSI,
Litterae annuae…
cit., pp. 3-4.
Capello e Clemente Vivaldo non erano invece ancora presenti nella Compagnia.
È probabile che l’autore abbia erroneamente preso in considerazione al posto del
1583
il 1593, anno in cui Bertolotti, Capello e Vivaldo ricoprirono rispettivamen-
te la carica di rettore, vicerettore e consigliere.
Michel Bertolotti
:
attestato nella
Compagnia dal 1579 al 1599; rettore nel 1586 e nel 1593.
Ludovico Capello
:
atte-
stato nella Compagnia dal 1592 al 1596; rettore nel 1596.
Clemente Vivaldo
:
mem-
bro di una famiglia patrizia monregalese, era figlio di Bernardino, lettore all’U-
niversità. Insegnò nello Studio dal 1575 al 1580; nel 1613 fu nominato custode dei
sigilli della gran cancelleria di Savoia e primo presidente del Senato, carica che
esercitò fino alla morte, nel 1617. Fu ambasciatore di Carlo Emanuele I presso
l’imperatore. Attestato nella Compagnia dal 1593 al 1599.