Pietro Antonio Lanino medico, Rolando Dentis, l’istesso
Giovan Donato Fontanella, Giovan Battista Moia, ch’era
insieme tesoriero, e Bartolomeo Arnaldo suo compagno. Indi
l’istesso padre Leonardo, a loro instanza e con participazione
dell’arcivescovo, compose regole particolari
276
,
che nell’altro
volume si leggono, circa le obligazioni e requisiti tanto delle
figliuole quanto de’ loro amministratori; dove si vede con-
giunto un sommo zelo della salute e onestà di quelle anime
con una somma prudenza, acciò che l’amministrazione sia
totalmente caritativa e cautelata da quelle astutezze del
demonio, ch’ei suole insinuare nel maneggio di simili merci.
Ma come la sperienza è la più certa maestra d’ogni negozio, in
questi tempi si è data l’ultima mano a questa opera, con
alcune aggiunte particolari alle primiere constituzioni
277
.
Tal-
ché al presente quella Casa mantiene dodici figliuole di conti-
nuo, delle quali per ciascun anno se ne maritano due, con
trenta ducatoni per ciascuna in conto di dote; e una di più se
227
235
240
245
250
276
Regole dell’Officio pio.
Parte seconda…
cit., pp. 47-58, «Regole per la Casa del Soccorso delle Vergini».
Cfr. ASSP,
CSP, Repertorio alfabetico dei lasciti
, 163,
s.v.
«
Soccorso», pp. 76 sgg.
277
Regole nuove dell’Officio pio.
Cfr. ch. 276. Nel 1653, «per la mutatione de’ costumi» fu deciso di riservare solo
un quarto dei posti disponibili alle ragazze «in prossimo et evidente pericolo» di
perdere l’onestà; gli altri posti potevano essere occupati da fanciulle nelle quali
«
il pericolo non fosse così evidente» (
Parte seconda…
cit.
,
p. 51). Iniziava il pro-
cesso di lenta trasformazione della Casa del soccorso in educandato.
nel 1593, chiavaro nel 1594 e 1601, vicario nel 1598, nel 1610 fu nominato segre-
tario di Stato e finanze. Attestato nella Compagnia dal 1595 al 1614, rettore nel
1596
e nel 1600, ricoprì le cariche di amministratore dell’Ufficio pio e governato-
re del Monte di pietà.
235-236.
Giovan Battista Moia
:
mercante originario di Avigliana, morì nel 1614.
Attestato nella Compagnia dal 1605 al 1614, fu vicerettore nel 1608 e nel 1613.
Bartolomeo Arnaldo
:
originario di Pinerolo, fu come i suoi fratelli (Nicola, Giulio
e Bernardino) appaltatore di zecca e tesoriere provinciale, fino a diventare gene-
rale delle zecche tra il 1610 e il 1612. Morì nel 1617. Attestato nella Compagnia
dal 1595 al 1617, fu per più anni tesoriere del Monte di pietà, tra il 1601 e il 1608.