quando si registra l’intervento degli stuccatori, anche questi
rammentati come decisivi dalla Griseri nella nuova Torino
barocca
18
:
fecervi adunque arricchir lo schifo e le pareti da ogni lato di vaghe stuc-
cature, illuminate di oro in guisa che la dilicatezza de’ rilievi non vien
disformata dall’oro, come altre molte si veggono dove con l’oro si avvili-
sce il prezzo della scultura. Tra quegli arabeschi son intercetti alcuni spa-
zii, ne’ quale da nobil penello veggonsi espresse le grandi azioni del santo
apostolo.
Subentra qui l’altro materiale di pregio, il marmo, scelto appo-
sitamente, dove si rileva un’iscrizione del Tesauro medesimo;
ed infine è la volta di una scultura lignea della Vergine col Bam-
bino, a concludere questo non ostentato, ma reale connubio
delle arti maggiori e dei materiali più ricercati nell’edificare un
monumento carico di tanti significati per i confratelli della
Compagnia. Non disdice, perché nasce ancora una volta da un
calcolo economico, sebbene non esplicitato, il commento alla
sostituzione col legno del marmo. Era, il secondo, materiale
naturalmente raro in Piemonte, e lo scrittore cerca moralistica-
mente di far velo alla lacuna, non senza, però, rendere omaggio
all’“arte povera”:
Ancor non era di quel tempo ritornata in queste contrade l’arte di smi-
dollare i monti per vestir gli altari di marmi, essendo allo strepito dell’ar-
23
di varie opere benefiche, ed alla quale apparteneva l’eletta della cittadi-
nanza torinese nella varie sue classi» (
Il pittore Federigo Zuccaro nel suo
soggiorno in Piemonte e alla corte di Savoia (1605-1607) secondo il suo
‘
Passaggio per l’Italia’
,
con annotazioni artistiche di Gaudenzio Claretta,
Torino, fratelli Bourlot, 1895, p. 22). I diari del pittore furono editi nel
1608
con il titolo
Il passaggio per Italia con la dimora di Parma
…,
Bolo-
gna, B. Cocchi.
18
A. G
RISERI
,
Le metamorfosi del barocco
,
Torino, Einaudi, 1967, capp.
V e VI; E
AD
.,
L’immagine ingrandita. Tesauro, il labirinto della metafora
nelle dimore ducali e nel Palazzo della Città
,
in «Studi piemontesi», XII
(1983), 1,
pp. 71-74.