il Tesauro gli riserva, quale si addice a chi, come ha dimostrato
Andreina Griseri, collaborava con le iscrizioni, ricche di
metafore, alla magnificenza di Torino, alla sua iscrizione tra le
grandi corti europee (tengasi conto, però, che era Vico la chie-
sa destinata a raccogliere le tombe dei Savoia). Ma ecco la
novità dei Santi Martiri:
con una novella forma di sacro teatro, senza mestizia di oscurità, senza
ingombramento di portici, da ogni parte con una occhiata sola godevole,
offerisce agli adoratori ogni altare ad un tempo, sotto ampli schifi da
marmoree colonne sostenuti; e tutto l’edificio, da ogni lato spirando gra-
zia, decoro e magnificenza, invita il popolo con la vaghezza e lo santifica
co’ ministeri.
Il prevedibile effetto teatrale, tipico dell’architettura del Baroc-
co, accentua la dimensione gioiosa della chiesa, senza per altro
poterlo annettere a quelle invenzioni d’ispirazione solare, di
cui ha accennato sempre la Griseri, discorrendo, in contrappo-
sizione, di Palermo secentesca: tutta intera «teatro del Sole».
La Cappella di San Paolo, che ospita un ritratto del santo ese-
guito dallo Zuccaro, allora (1607) torinese, come leggesi in un
di lui famoso diario
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,
prende rilievo nella scrittura del Tesauro,
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L’artista era giunto nella capitale sabauda nel luglio del 1605 e vi si trat-
tenne fino a novembre del 1607, quando si trasferì, intorno alla metà del
mese, a Parma. Zuccaro dedica gran parte del suo
Passaggio per Italia
al
soggiorno in Piemonte, riferendo di averne visitato molte località, fra le
quali il Sacro Monte di Varallo e Vicoforte, e dedicando ampio spazio
all’impresa della Galleria ducale di Palazzo Reale. Nel diario, che si chiu-
de con la data «6 febbraio 1606», non accenna ai lavori nella chiesa dei
Santi Martiri, per la quale dipinse il ritratto di san Paolo, come si legge
nella stessa
Istoria
del Tesauro e come ribadisce anche Gaudenzio Cla-
retta: «A Torino, poi, oltre agli incarichi eseguiti pel duca, [Zuccaro]
dipinse nella chiesa de’ Martiri al primo altare a destra, juspatronato
della compagnia di S. Paolo, questo apostolo, che eseguì nel 1607, rap-
presentandolo ritto in piedi. Egli era altresì annoverato fra i confratelli di
quella famosa compagnia, allora così rinomata, e patrocinatrice munifica