metterla in luogo dove con maggior sicurezza e maggior
libertà vivrebbe come reina. Il che piacendo molto alla simpli-
cetta, le disse: – Vedi, Maddalena, questo sarà tosto fatto; ma
egli ti è necessario di fare una fede per iscritto che la tua
madre ha de’ malvagi disegni e tu non sei sicura del tuo onore
nelle sue mani – ed ella follemente s’indusse a scrivere ciò che
a colui piacque. Il che fatto, il ghiottone furtivamente ritrassela
in casa di una sua conoscente, trattandola con rispetto mentre
aspettava di vedere ciò che la madre farebbe. La sconsolata
vedova, trovatasi d’improviso mancar la figliuola, presumendo
con l’animo ciò ch’era in effetti, si drizzò al padre, ch’era lor
confessore; il quale senza indugio mandò chiamare il perso-
naggio. Questi, veggendosi scoperto e sapendo quanto credito
avesse il padre con la corte e col prelato, fece gran fronte e
dimostrandosi tutto zelo, esaggerò grandemente la malvagità
della vedova, mostrandogli la scrittura della figliuola. Il
discreto padre, che conosceva gli uni e gli altri, simulò di cre-
dere ogni cosa e perciò voler parlare con essa lei per aiutarla.
Andati dunque insieme alla casa dov’ella era e fattala scendere
in un giardino, il padre alquanto lungi dagli altri parlò con lei;
la quale impaurì e tutta confusa sciolse il tragico nodo, ordina-
tamente narrando il fatto. Il padre, impostole di non far motto
di ciò, fece sembianti col fraudulento di aver conosciuto esser
ben fatto di separar la giovane dalla madre, e fecela condurre
al Soccorso; e quivi stette finché, chiarita la froda del rapitore
e integrata la riputazion della madre, questa riebbe la figliuola
e quegli ebbe le beffe. Molti altri casi trovo io registrati dall’i-
stesso padre nelle sue memorie
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,
che dimostrano la necessità
di quell’opera; ma non tardò molto il comun nimico di ogni
opera santa ad opporsi a sì felici cominciamenti, servendosi
primamente di personaggi di molta dignità con pretesti poli-
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Pag. 13, 14, 15, 16, 17, 18.
Cfr. ch. 116.