scuti; Gioseppe Argentero, cognato dell’arcivescovo, Cesare
Castagna e gli due fratelli Donato e Paolo Fontanella contri-
buirono somme egregie; e altri molti altre minori. Ancor le
principali dame della città
265
,
ch’erano della Compagnia di
Santa Elisabetta e sue penitenti, avendo somministrati del pro-
pio molti aiuti in mobili e denari, altri ne andarono limosi-
nando di porta in porta, vergognandosi ogni buon cittadino di
essere avaro a tai mendiche. Queste medesime nobili matrone
preser la protezione di quel santo luogo, al cui immediato
governo fu constituita una governatrice e una sua compagna
266
,
onestissime e prudentissime femine; la prima delle quali fu poi
ricevuta dalle monache di Santa Clara senza dote, per la sua
sola virtù; l’altra non si monacò per obedienza, però che il suo
padre spirituale giudicò maggior servigio di Dio ch’ella si rima-
nesse in quell’officio, essendo di maggior merito il ben gover-
nare altrui, che l’esser ben governato.
Incominciò dunque il padre, mentre che i redditi si anda-
vano cumulando, a ricoverare in quel sacro albergo alcune
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125
130
135
265
Ibid., pag. 11.
Cfr. ch. 116.
266
Ibid., pag. 9, 12.
Cfr. ch. 116.
121.
Gioseppe Argentero
:
segretario dell’ambasciata in Spagna nel 1588, fu nomi-
nato segretario di Stato e finanze nel 1590. Tuttavia l’indicazione «cognato del-
l’arcivescovo» potrebbe far pensare che si tratti, anziché di Giuseppe, di Giorgio
Argentero, sposatosi con Virginia Broglia, sorella di Carlo. (Si esclude invece che
possa trattarsi di Giovanni, marito di un’altra sorella dell’arcivescovo, Margheri-
ta Broglia, in quanto egli morì nel 1572).
122.
Donato e Paolo Fontanella
:
grandi mercanti originari di Como. Giovan
Paolo, assieme al socio Andrea Porro, un altro paolino, anticipò a Carlo Ema-
nuele I le somme accordate dalla Repubblica di Venezia nel 1616-1617. Morì nel
1621.
Attestato nella Compagnia dal 1589 al 1621, fu rettore nel 1620 e più volte
amministratore dell’Ufficio pio e governatore del Monte di pietà. Anche Giovan
Donato, attestato nella Compagnia dal 1592 al 1614, ricoprì le cariche di ammi-
nistratore dell’Ufficio pio e governatore del Monte di pietà; fu rettore nel 1594,
1603, 1608, 1613.