allegrandosi col padre che Iddio gli avesse posto nel petto sì
generoso pensiero, promise un annuo e sicuro sussidio di fru-
mento, che mai non mancò finch’egli visse. Di là ricorse il
padre all’aurea surgente della magnificenza del duca Carlo
Emanuele, che di quella sua bontà sommamente godeva, né
per esso vedeasi già mai portiera abattuta
262
.
Presentatosi
adunque il padre col suo viso gioviale davanti a quella
Altezza, di buon’aria le disse: – Poiché l’Altezza Vostra va di
presente arruolando soldati (apparecchiavasi quell’anno il
duca alla conquista della Provenza dopo quella del Marche-
sato
263
)
ecco che vengo anch’io a tirar soldo, profferendomi a
levare con una sola paga una piccola banda, che alle militari
imprese di Vostra Altezza sarà di maggior servigio che molte
centinaia di fanti –. E mostrandosi il duca piacevolmente
maravigliato, il padre gli espose il bisogno di quelle povere
verginelle ch’egli di radunare intendeva, le quali preghereb-
bero Iddio per la prosperità delle sue armi. Alla qual faceta
supplicazione applaudendo il giovane principe, gli accordò
subito una paga di sei scuti il mese per quella opera, che dal
tesoriere di milizia sempre gli furono ben pagati. Si drizzò poi
alla sperimentata pietà di alcuni confratelli di San Paolo suoi
devoti penitenti
264
,
fra’ quali Annibale Dentis (che preso l’a-
bito del Giesù chiamossi da poi Michel Maria) donò ottocento
221
100
105
110
115
120
262
Nelle stesse memo., pag. 10.
Cfr. ch. 116.
263
Anno 1589. Spondan., sub eo anno.
D
E
S
PONDE
,
Annalium…
cit., a. 1589, n. 27.
264
Memor. p. Magnan., pag. 10, 11.
Cfr. ch. 116.
103.
per esso … abattuta
:
a lui non veniva mai rifiutata l’udienza.
107.
Marchesato
:
di Saluzzo.
108
.
tirar soldo
:
assoldare.