1632,
nel qual la doppia era cresciuta a fiorini cento, si trovò
che il capitale del Monte, che a principio era circa a diecemila
ducatoni, era ridotto a quattromila cinquecento; e col tempo
sarebbesi annichilato, se non si compensava il disordine con un
ordine nuovo dell’anno 1634, che le imprestanze del Monte più
non si facessero in monete basse né imaginarie, ma in ducatoni
effettivi od altre monete certe e d’invariabil valore, e simil-
mente nella medesima specie si facessero le restituzioni e li
riscatti. Con il che il capitale resta sempre il medesimo e i
poveri ugualmente serviti, non avendo il Monte altri effetti che
la casa e il capitale in denari, che si va rigirando fra’ poveri.
Procede anco al presente questa opera divina, con gran-
dissimo spirito e integrità governata. Però che, oltre al rettore
che (sì come si è detto) presiede a tutte le opere, son deputati
otto governatori, tutti confratelli di San Paolo, de’ quali cia-
scun anno se ne mutano quattro soli, acciò che sempre ne
restino degli ’nformati; e così per questa, come per tutte le altre
opere, si elegge un economo, il qual si procura che stia in offi-
cio il più che si può, come informato e pratico delle cose.
Ancora il secretario e il tesoriere o depositario del Monte eser-
citano (come si è detto) il loro officio per tutte l’opere. Ma le
regole e instruzioni di ciascun officio saranno registrate a suo
luogo nel seguente volume, convenendoci passare alle altre
opere di non minor carità e servigio di Dio.
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