tori, o perivano in quelle de’ compratori, diliberò fin dell’anno
1519
232
di riparare a quel disordine quanto a’ suoi poveri con la
erezion dell’opera da lor chiamata il Monte di pietà
233
.
Avutane
dunque la permissione dal duca Carlo il Buono, fecero i citta-
dini del publico denaro un capitale e, postolo nelle mani del
depositario del Monte, imprestavanlo partitamente per un
anno gratuitamente a’ poveri abitanti per lor bisogno sola-
mente, assicurata però la restituzione con pegni convenienti.
Indi per la economia stabilirono un consiglio di sei presidenti
perpetui, cioè l’arcivescovo o suo vicario, il guardiano della
Osservanza, il presidente del Senato, il giudice della città e gli
due sindici. Da questo consiglio annualmente si eleggevano
fra’ cittadini otto deputati o presidenti annuali: due dottori,
due gentiluomini, due notai e due mercatanti. E per tutti gli
altri officiali e maneggi del Monte composero suoi capitoli e
leggi saviamente dettate. Ma come i piccoli rivi, aiutati nel
corso da maggior concorso di acque, van successivamente cre-
scendo, così le prestanze del Monte in quel principio fur limi-
tate a cinque soli fiorini, che nel progresso, aumentato il capi-
tale dalla liberal carità di pie persone, andaronsi aumentando.
Grandissimo refrigerio sentì da quest’opera tutto il popolo
minuto; e a questo esemplare in Vercelli e in altre città d’Italia
furono eretti simili monti di pietà per sovvenimento de’ suoi
poveri; né solamente in Italia, ma nelle provincie molto lon-
tane, furono instituite altre opere con questo pietoso nome, ma
con pratiche molto diverse. Però che il Bodino
234
,
benché autor
210
220
225
230
235
240
232
1519, 25
apr.
233
Capitoli del Monte di pietà, nel lib. de’ privileggi del Monte.
ASSP,
CSP
,
Libri storici dei lasciti
, 170,
cc. 5-14.
234
Bodin., Reip
.
,
lib. 6, cap. 2.
J. B
ODIN
,
Les six livres de la République
,
Lyon, Du Puys, 1580, VI, 2, p. 621.
227
.
Osservanza
:
famiglia dei frati minori francescani.