siano più compatibili, non essendo alcun più misero che chi una
volta è stato felice, son però meno compatiti, però che, chiu-
dendo fra le mura dimestiche la lor nimica povertà, a guisa di
quel nobile impoverito dell’
Evangelo
216
,
pallidi per la fame,
arrossiscono di confessarsi famelici. A questo fine adunque,
infin dal primo tempo del loro adunamento
217
,
usarono i con-
fratelli di far la sua limosina per gli poveri vergognosi ogni
domenica dopo la orazione e la santa communione
218
,
mentre
che più caldo era lo spirito; e chi per infermità o per altro impe-
dimento grave non avesse potuto intervenire all’oratorio, non
falliva perciò di mandarla, arrivando con l’opra dove non era
con la persona. Onde la somma che se ne ritraeva annualmente
giongeva a cinquecento ducatoni. Né piccolo accrescimento gli
diedero gli stessi padri del Giesù, però che le limosine per li
poveri vergognosi, frequentemente raccomandati nelle lor pre-
diche, venivano raccolte da un fratello deputato dalla Compa-
gnia di San Paolo per sì santa opra
219
.
La quale assai più crebbe
con l’Officio pio
220
,
quantunque instituito principalmente per
altro fine, che si dirà nella quinta opera.
Né minore studio collocarono nella buona economia di
203
50
55
60
65
216
Fodere non valeo, mendicare erubesco. Lucae, 16.
V
ULG
.,
Luc
., 16, 3.
217
Anno 1563.
218
Mem. padre Magn., pag. 2.
Cfr. ch. 116.
219
Memo. pad. Magn., pag. 2 e dal lib. degli officiali, pag. 221.
Cfr. ch. 116. Il
libro degli ufficiali
,
analogamente al
libro dei ricevuti
,
per questo
periodo non è reperibile. Per periodi successivi cfr. ASSP,
CSP, Elenchi degli
ufficiali…
cit., 5.
220
Mem. pad. Magnan., pag. 20.
Cfr. ch. 116.
48.
felice
:
cfr.
Inf.,
V, 121-123.