prender le virtù de’ virtuosi, il che consiste nella imitazione de’
loro esempli, alla quale come maestra dell’arti e de’ costumi
per naturale instinto è proclive la puerizia, ancora tra’ fanciulli
delle scuole di quel Colleggio alcuni più devoti, per offerire in
quella verde età prematuri frutti di ossequio alla Vergine con la
virtuosa emulazione degli attempati, dirizzarsi
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un loro altare
in una delle scuole e coll’indirizzo del lor maestro fondarsi
un’altretale Congregazione dell’Annunziata. Dalla quale insti-
tuzione quanti beni abbia ritratti la gioventù in quel pericoloso
bivio dell’età, che tien perplessi gli animi al bene e al male,
quanti rari esempli di eroiche virtù si sian veduti fra que’ teneri
allievi della Vergine, e quanta messe di sante operazioni sia pul-
lulata nel secolo e ne’ chiostri da quelle piccole sementi, lungo
e soverchio sarebbe il farne racconto. Certamente ancor per la
umana erudizione un frutto evidentissimo cotidianamente se
ne ritrae. Però che in un istesso teatro, il qual serve a’ discepoli
di oratorio e di scuola, esercitandosi ugualmente quell’età nella
pietà e nelle scienze, più docile ha l’intelletto, mentre che l’a-
nimo è più composto; nel candor della mente più chiari com-
paiono i caratteri delle lettere umane; più desto e diligente è il
discepolo cui la virtù serve di sferza; e più divino afflato influi-
sce agli eruditi componitori l’invocazion della Vergine che l’in-
vocazion delle Muse. E perciò non senza molta ragione l’Aca-
demia letterale degli scolari del Giesù fu intitolata Partenia,
cioè dedicata alla santa Vergine. Dall’evidenza di tanto profitto
ne’ piccoli fanciulli si mossero ancor que’ giovani che nella
publica Università, nel bollor di quella età che par senza legge,
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365
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Dalle lettere patenti del padre Acquaviva generale delli 14 giugno
1586.
AACA,
Documenti,
n. 3, pubblicata in G. M
ARTINI
,
Storia delle confraternite
italiane con speciale riguardo al Piemonte
,
Torino, Tip. Franchini, 1935, pp.
187-188.