in questo estremo, e dolente di veder perire un instituto di
tanto servigio di Dio e della patria, coltivato con tanto sudor
de’ padri, giudicò
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necessario riparo alla imminente rovina il
far rivivere un’altra congregazione di nobili e qualificati perso-
naggi sotto l’istesso nome dell’Annunziata, per seminario della
Compagnia di San Paolo. Laonde, participato a’ paolini il suo
pensiero, i quali, commendatolo con sommi applausi, offeri-
ronsi a secondarlo, appoggiò questa impresa al padre Leo-
nardo Magnano, che li reggeva, il miglior uomo da ciò che al
mondo ritrovar si potesse. Però che, oltre all’essere stato de’
primi rampolli di San Paolo, onde si ritrovava padre di quella
Compagnia ch’era stata sua madre, egli aveva nel suo ragio-
nare un’autorevol energia, congiunta con affettuosa bontà e
una gioviale simplicità accompagnata da un provido accorgi-
mento, talché non solo esprimeva, ma imprimeva il suo con-
cetto, e il suo pregare era un piegar colui con cui trattava. E
oltre a tutto ciò e’ sentiva una devozion così tenera verso la
Vergine santa che tutto si struggeva a ragionarne. Questi dun-
que, avute da’ paolini buone limosine, rinnalzò certe pareti di
un rovinato casolare; ed ebbevi prestamente imbastito un ora-
torio assai capace; e dall’abate (da poi cardinale) Sfondrati,
confratello anch’esso di San Paolo e suo penitente, ebbe cento
scuti di oro
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per fabricarvi dattorno li banchi doppi di noce
rossa, che vi si veggono anco al presente. Quivi dunque ogni
cosa per ottimamente messa in assetto co’ paramenti e corredi
convenevoli allo altare, incominciò ad invitarvi oggi uno,
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190
195
200
205
210
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Mem. della Comp. di S. Paolo, pag. 27, 28.
Cfr. ch. 91.
188
Mem. del padre Magnano e della Compagnia.
Cfr. ch. 116 e 91.
206.
Sfondrati
:
Paolo Emilio (1561-1618), cremonese, nipote del papa Gregorio
XIV, da cui fu elevato al cardinalato nel 1590.