riscaldati dal divino Spirito, che aiuta chi si aiuta, corrono a
pien passo alle mete dell’evangelica perfezione; così di coloro
che si eleggevano la Congregazione come più libera e men
faticosa, alcuni nel progresso acquistando lena e perfezion
maggiore, venieno
176
a suo tempo transferiti nella Compagnia
di San Paolo. Talché la Congregazione dell’Annunziata
secondo la sua origine altro non era che un devoto vivaio,
dove si nutrivano le tenerelle piante da traspiantarsi robuste
in un ampio e fruttuoso giardino, supplendosi a questo modo
il numero de’ morti o degli assenti con altri sempre novelli e
nobili e fervorosi soggetti. Questa Congregazion dell’Annun-
ziata, infin del tempo che il Colleggio de’ padri abitava la casa
dello Albosco, era già venuta a numero assai grande. Però che
dell’anno 1573, molto da poi della sua fondazione
177
,
mentre la
Compagnia di San Paolo era governata dal padre Acosta,
trovo io già registrati nella Congregazione sessantotto fratelli
attuali, sotto la direzione del padre Giovanni Antonio de’
Grassi dell’istessa religione, essendo il rettor della Congrega-
zione Giovan Battista Umolio, vicerettore Gioseppe Pastoris,
185
95
100
105
110
176
Nelle istesse memorie.
Cfr. ch. 91.
177
Anno 1573. Dal libro della Congreg. della Nonziata che si trova nel
suo archivio a S. Dominico, pag. 1.
Si tratta con ogni probabilità di un volume manoscritto, oggi non più reperibile,
analogo al
Liber negotiorum Congregationis Beatae Virginis Mariae in Collegio
Taurinensi Societatis Jesu
,
conservato in AACA, vol. n. 4. Il registro contiene gli
elenchi dei confratelli dal 1592 al 1602 e degli ufficiali dal 1589 al 1597. A p. 4,
alcuni dei «Nomina eorum, quae sunt ex congregatione Beatae Mariae Virginis
asumpta in Collegio Taurinensi societatis Jesu 1580-1670» recano l’annotazione
«
S. Paolo».
111
.
attuali
:
presenti.
113.
Giovan Battista Umolio
:
patrizio di Crescentino, professore straordinario di
codice all’Università di Torino, senatore dal 1590, fu magistrato di sanità duran-
te la peste nel 1599. Morì nel 1610. Lasciò al Monte di pietà un legato per l’ero-
gazione di due doti annuali (ASSP,
CSP
,
Lasciti,
144/280).