santa adunanza
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di persone devote sotto titolo di Congrega-
zione della Vergine Annunziata, per cantar l’officio di lei e
implorare il suo favore all’ardua impresa. Questi duo corpi spi-
rituali, Compagnia di San Paolo e Congregazione dell’Annun-
ziata, benché diversi di oratorio, di esercizii e di padre spiri-
tuale, erano tuttavia relativi e nel suo fine congiunti. La
cagion
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di questa erezione fu che, quantunque molti onorati
e devoti personaggi sentissero un sacro impulso di fare ad imi-
tazion de’ paolini le sue devozioni in commune, poiché la
virtù unita (non meno che il concorso de’ raggi nello specchio
parabolico) ha maggior forza e calore, nondimeno, perché le
opere della Compagnia richiedevano fatiche e perfezioni
molto maggiori, atterrivan molti dallo abracciarle, onde col
tempo un instituto di tanta gloria di Dio potea facilmente
perire. Per il che nell’animo de’ primi fondatori della Compa-
gnia di San Paolo e de’ lor padri spirituali entrò un santo pen-
siero, di fondare un altro oratorio
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,
dove ogni onorato e gen-
tile uomo, senza strignersi a regole rigorose o limosine grandi,
potesse a suo agio, dopo la lezione di alcun libro devoto, uni-
tamente recitar l’officio di Nostra Signora, udire una brieve
esortazione alle virtù cristiane e influire alcuna limosinetta
per gli servigi dell’oratorio. E perciò non la chiamarono com-
pagnia, che suona una reciproca e stretta obligazione, ma sim-
plice congregazione. Ma perché nella via della virtù sovente
accade che molti a principio sfidati di se medesimi vanno a
rilente; i quali da poi stimolati nel corso dall’esempio altrui o
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Mem. della Comp. di S. Paolo, pag. 27.
Cfr. ch. 91.
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Nell’istesse memorie.
Cfr. ch. 91.
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Nelle istesse memorie.
Cfr. ch. 91.