della chiesa titolare dell’abadia, depositati nella chiesa di Santo
Andrea e poi transportati nell’oratorio de’ padri del Giesù di
Torino, finché si dedicasse una chiesa condecente al loro nome,
ne seguirebbe gran servigio di Dio e consolazion spirituale del
popolo e si sovverrebbe alle necessità de’ padri, se quella terza
parte de’ frutti dell’abadia, che si applicava alla manutenzion
del monastero demolito, si dimembrasse dall’abadia per incor-
porarla al Colleggio loro; il quale, obligandosi alla erezione di
un degno tempio a que’ santi protettori, aumenterebbe il loro
culto e la publica devozione. Al che l’abate istesso non sola-
mente consentiva, ma si obligava alla erezione di un’altra
chiesa titolare dell’abadia
151
.
A queste supplicazioni avendo l’a-
bate aggiunto di voce alcune più particolari considerazioni, il
pontefice benignissimo per sua bolla degli otto di luglio 1578
pienamente satisfece al disiderio de’ supplicanti
152
.
Acquista-
rono adunque i padri la terza de’ beni di quella nobile abadia,
la qual porzione secondo l’estimo comune della Camera apo-
stolica rendeva centocinquanta ducati d’oro ciascun anno; ma
molto più oltre per la buona economia e per la caducità di
molti beni e feudi da lei dipendenti.
Con questo sussidio e con una buona somma donata dal-
l’istesso abate, aggiuntevi molte limosine di pie persone e
173
835
840
845
850
151
Supplica inserita nelle bolle.
Elencata in AST, Corte,
Materie ecclesiastiche, Abbazie,
Abbazia di S. Solutore,
«
Privilegia S. Solutori Taurini»; cfr. anche ch. 152.
152
Bulla Greg. XIII, sub 8 Iul., ann. 1578.
AST,
Corte, Materie ecclesiastiche, Abbazie,
Abbazia di S. Solutore, mazzo 1,
bolla di papa Pio V, 8 luglio 1570. Tesauro, probabilmente per un errore di lettu-
ra della data «millesimo quingentesimo septuagesimo octavo id. Julii», attribui-
sce la bolla a Gregorio XIII.
851-852.
caducità di molti beni e feudi
:
le abbazie spesso concedevano in uso a
terzi propri beni che, allo scadere dei contratti, rientravano in possesso delle
abbazie stesse.