bilissimo effetto. Risedeva (come si è detto) in Roma, amba-
sciadore della Real Casa, Vincenzo Parpaglia, nobilissimo pie-
montese comendatario dell’abadia di San Solutore, la cui
chiesa titolare vicina alle mura di Torino dell’anno 1536 era
stata da’ Francesi atterrata per dirizzarvi le novelle fortifica-
zioni della città, quell’anno istesso occupata. Era l’abate (come
il conte della Bastita suo nipote e tutto il suo casato) passiona-
tissimo della Compagnia di Giesù e di San Paolo, onde con lui
serbata avevano i confratelli continua rispondenza, come
abbiam detto, affinch’egli ancora stimulasse Aleramo alla fon-
dazion del colleggio
146
e aiutasse quell’opera, offerendosi anco
se medesimi a far sue parti a lor potere. Né molto indugiò il
benevolo, e perciò benefico, abate a meditare un ripiego di suo
gran merito e di publico beneficio. Erano apresso a’ Torinesi in
somma religione i corpi santi di tre famosi capitani della legion
tebea, Solutore, Avventore e Ottavio, i quali, fin dell’anno cri-
stiano 297 sotto il barbaro Massimiano martirizzati col suo
colonnello san Maurizio, furono dalla intrepida vergine Giu-
liana diligentemente ricolti e pietosamente sepelliti presso alle
mura di questa Augusta, nel luogo apunto dove fu eretta la
detta chiesa, che diede il titolo e gli auspicii all’abadia. Ma per
la preaccennata demolizione queste sacrate ossa, con quelle
della santa sepellitrice e di santo Gonsilino, abate già dell’i-
stesso monastero, furono l’istess’anno 1536 transportate per
via di deposito nella chiesa del priorato di Santo Andrea, che
oggi si chiama la Consolata. Quivi nelle turbidezze di quegli
anni infelici che detto avemo, fu maraviglioso il chiarore de’ lor
miracoli, e principalmente di quel che oprarono la notte delli
170
760
765
770
775
780
785
146
Dalle lettere dell’abate al padre Achille Gagliardi.
766.
conte della Bastita
:
Bernardino Parpaglia.
774.
corpi santi
:
sul culto dei martiri tebei vedi B
OLGIANI
,
I Santi Martiri Torine-
si…
cit., pp. 15-38.