gnarebbe al Colleggio un annual provento di trecentoquaranta
sacchi di frumento sopra le mulina di Moncalieri, inclusivi gli
dugento scuti di oro, che l’istesso duca aveva assegnato a’ padri
nella erezion del Colleggio per le due scuole dalla Università
transportate.
Seguita dunque la morte del fondatore, si transferirono i
padri nella sua casa
144
,
e aperto un oratorio per provigione e le
scuole al miglior modo, diedero a’ confratelli di San Paolo un
luogo idoneo e rincominciarono quivi gli lor servigi religiosi. Il
primo de’ quali fu il suffragar l’anima del fondator defonto con
splendidi funerali e sacrifici divini per molti giorni; il che fecero
similmente tutti’ colleggi della Compagnia successivamente
per l’universo, procurando li beni eterni a chi avea lor donato li
temporali. Ma (come è detto) da quel retaggio non avanzava
onde ridurre un casamento secolaresco in forma di religioso
chiostro, né per fabricare un corpo di scuole uguale al bisogno
della città e dello Stato. Anzi per alzare un tempio corrispon-
dente al disegno e al decoro convenne vendere un edificio ere-
ditato dallo Aleramo e prendere a censo molto denaro per
comprar dal Seminario la contigua casa e chiesa di San Stefano.
E che più importava, non potendosi mantenere buon numero
di soggetti, doleva forte a’ padri di non poterne mandare in
missione per il Piemonte dov’erano disiderati, onde si potea
dire quel che disse Cristo a’ discepoli: – Molta è la messe, ma i
mietitori son pochi
145
–.
Queste cose vedendo e molto ramari-
candosi la Compagnia di San Paolo, nuovi consigli agitò e
nuove pratiche tenne, affinché crescessero le facultà del colleg-
gio. Anzi, com’egli erano consapevoli del testamento di Ale-
ramo, avean già coltivata una lunga pratica, la qual sortì nota-
169
735
740
745
750
755
144
Febr. 1574. Pingon., in Augus., sub eo anno.
P
INGONE
,
Augusta…
cit., p. 90, a. 1574, ma nel mese di marzo
.
145
Matt., 9. Messis quidem multa, operarii autem pauci.
V
ULG
.,
Matth.
, 9, 37.