loro il perpetuo servigio suo e di tutta la religione, con la par-
tecipazion del merito di tutte le orazioni, penitenze, suffraggi e
sante opere della Compagnia di Giesù per tutto il mondo. E
reciprocamente avendo i confratelli confessate a’ padri gran-
dissime obligazioni, protestarono se voler essere in vita e in
morte inseparabili da loro dovunque si eleggessero il domicilio.
Dunque al ventottesimo di ottobre dell’istess’anno 1568
130
il
provinciale con giubilo comune condusse i padri e tutti’ confra-
telli da San Benedetto alla casa dello Albosco, posta nell’i-
stessa regione della città, tra ’l monastero di Santa Croce e la
cittadella. Quivi avendo assegnato a’ paolini una comodissima
sala per oratorio, ancora concedé loro un’altra messa, essendo
per la capacità del luogo cresciuto il Colleggio al numero di 18
religiosi e moltiplicate le opere con gli operai. A questi pro-
speri auspici del rinascente Colleggio aggiunse la divina provi-
denza una congiuntura di lungo tempo sospirata, che sommini-
strò più ampla materia a’ ministeri de’ padri e alla liberalità de’
confratelli. Era trapassato poco dianzi da questa a piggior vita
in Geneva quell’incarnato demonio Giovan Calvino, che in
cinquantacinque anni di vita già mai non fe’ cosa buona, se non
quando morì. Anzi nella morte istessa anticipando l’inferno
con l’acerbità de’ dolori, sentendo grandissima pena senza
penitenza, proruppe in giuri così orribili e così disperate bia-
stemme che a’ suoi sbigottiti discepoli parea propio di udire
un’anima dannata nelle fiamme, prima che uscita del corpo.
Costui, sì come di natura fiero quanto si è detto, onde dal
Bucero, suo intrinseco, era chiamato per gabbo il can rab-
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130
28
Oct. 1568. Hist. Soc. Ies., 3 par., l. 4, num. 174.
Cfr. ch. 129.
582.
monastero di Santa Croce
:
posto sul sito dell’attuale chiesa della Misericor-
dia (T
AMBURINI
,
Le chiese…
cit., pp. 385 sgg.).
595.
giuri
:
imprecazioni.