glio, confessandogli uomini da molto e virtuosi e amadori del
publico bene col praticarli. Dunque, o per tenersi que’ padri
vie più ligati, o per lasciar luogo ad altri di concorrervi
anch’essi, a più non si obligò verso loro che ad un annuo red-
dito di trecento scuti di oro, per instromento
114
di donazion tra’
vivi davanti al nonzio Bacodio, chiamati in testimonio il conte
di Sanfré con altri sei de’ fratelli di San Paolo più confidenti, a’
duo de’ quali, ch’erano stati gli più solliciti, disse di buon’aria
115
:
Ite ora voi, Nicolin Bossio e Francesco Cerva, a recarne
novelle al vostro padre Terzo; e sì gli dite che, riuscendo l’o-
pera disiderata, passerò anco più oltre –. Quinci al principio di
tutti gli anni portava egli stesso al superior del Colleggio den-
tro di un saccolino quel suo anticipato tributo; e com’egli era
grande odiator de’ complimenti, e senza affettazione affet-
tuoso, lasciavalo colà sopra la tavola e a guisa di mutolo senza
far zitto alcuno si dipartiva, né voleva esser accompagnato, né
ringraziato, né visitato da loro. Anzi un giorno che il beato
Francesco Borgia, mandato in Ispagna da papa Pio quinto, nel
passar per Torino volle (benché avvisato dal padre rettore del
genio di Aleramo) come general dell’ordine visitarlo in casa e
usar ver lui le dovute convenevolezze e ringraziamenti di tanti
benefici, salì Aleramo in tanta stizza e dispetto, che’ padri
durarono fatica a quietarlo. Sì che pareva ch’egli porgesse a’
padri quel caritativo sussidio, come i fanciulli porgono il pane
154
390
395
400
405
114
Anno 1567, 2 decembre. Instromento rogato a Nicolò Ursio.
AST, Corte
,
Materie ecclesiastiche, Regolari,
Torino, Gesuiti, m. 1, «Aleramo
Beccuto costituisce una pensione annua di scudi trecento d’oro per la Compagnia
di Gesù acciò s’indirizzi un collegio»; la data è 2 dicembre 1566.
115
Mem. della Comp. di S. Paolo.
Cfr. ch. 91.
402.
un giorno
:
Francesco Borgia fu a Torino nel 1572 (M
ONTI
,
La Compagnia di
Gesù…
cit., p. 164).