noievole obietto, senza pur leggerla; e così le seconde speranze
de’ paolini e dello Albosco vanirono come le prime. Ma infine
Iddio mirabile si riserba a far sue parti ne’ casi disperati. Tutti
questi, che parean semi caduti sul nudo sasso, germinarono in
un momento quando tempo parve a colui che, come disse san
Paolo, è il sol donatore d’ogni ’ncremento. Avvenne che il
venerdì santo
108
,
udendo Aleramo il doloroso racconto della
Passione acerbissima del Salvatore, nel punto ch’e’ si sentìa
più compunto, un suo famiglio, tutto anelante e sbigottito,
soprarrivolli dicendo che un altro famiglio, disserrata furtiva-
mente la stanza e forzata l’arca, gli avea trafugato il cofanetto
del suo denaro. Cui rispose Aleramo: – Sciocco, parti egli que-
sto il tempo di pensare a cose di mondo? – e senza più levò di
nuovo il viso al predicatore. Ma il sollicito e fedel servidore,
maggiormente rabbiando che la pietà del padrone fosse profit-
tevole a un dimestico ladrone, procacciossi da sé la famiglia
della giustizia e, rattamente seguitolo, il raggiunse; e prima che
il padron rivenisse dagli offici divini, riportò intatta la preda e
preso il predatore. Così ancor talvolta si uniscono virtù e ser-
vitù. Questo caso, accaduto in quelle congruenze di santi pen-
sieri che rendono più efficaci le inspirazioni divine, incominciò
scoter l’animo di Aleramo a divisar tra sé: – E non sarebbemi
egli migliore, s’io collocassi il mio tesoro colà, dove ladro non
giugne, né tignuola non rode? – Ma questo savio discorso non
passò più là. Assai più alta impressione gli fe’ la lettura di un
libro, il qual per fargli passar l’ozio (però che quand’era sfa-
cendato volentieri leggea cose curiose) un famoso predicator
domenicano, detto il Luchino, gli messe fra le mani. Queste
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108
Hist. Soc. Ies., ibid., num. 114, sub anno 1567.
S
ACCHINI
,
Historiae Societatis Jesu, Pars tertia
cit., l. 3, n. 114.
322-323.
famiglia della giustizia
:
le guardie.
330.
non rode
:
cfr.
Luc
., 12, 33.