no
106
,
dalla quale fermamente si credea disceso san Turibio,
vescovo di Astura, cui san Leon papa scrisse la
Epistola novan-
tesimaterza
107
,
ingiugnendogli di congregare un concilio gene-
rale (che fu il bracarense) contra’ priscillianisti e manichei, che
a segni deplorabili avean condotte le chiese della Spagna.
Sopra lui dunque rivolse gli occhi e le speranze la Compagnia
di San Paolo, veduto che in lui concorrevano tutte quelle con-
dizioni che rendono un uomo suscettibile di persuasione ad
una simile impresa. Ma, perch’egli non aveva con la Compa-
gnia di San Paolo dimestichezza niuna, e generalmente fra’
mondani tutte le persuasioni che toccano interessi di roba si
presumono interessate, giudicarono i confratelli di richiedere il
padre Alboschi a stimulare Aleramo con una lettera esortativa,
persuadendosi che la scrittura otterrebbe maggior credenza,
essendo lo scrittore fuori del mondo, e più facilmente move-
rebbe altrui a donare a Dio il suo dopo, se chi ancor vivente si
era spropriato del proprio per vivere a solo Iddio. Molto di
grado assonse l’Albosco un officio così conforme alla sua pri-
miera intenzione; e la solitaria sua penna non perdonò a niun
motivo che spinger potesse un uom savio a rendere al suo
Creatore quelle facultà ch’ei non potea trasmettere a’ discen-
denti e ad immortalarsi con la propagazion di una religiosa
famiglia che mai non muore. Ebbe Aleramo la lettera; ma, sì
per il tedio della monastica prolissità, e sì ancora perché dalle
prime note subodorò il suggetto, a cui non avea l’animo pre-
sentemente disposto, serrolla nello scrigno come impronto e
150
285
290
295
300
305
106
Hist. Soc. Ies., par. 3, lib. 3, num. 113.
F. S
ACCHINI
,
Historiae Societatis Jesu, Pars tertia sive Borgia
,
Roma, M. Manelfi,
1649,
l. 3, n. 113.
107
S. Leo, Ep
.
93.
Anno 447.
S. L
EONE
M
AGNO
,
Epistola ad Turibium Asturicensem episcopum
,
cfr. S
ACCHINI
,
Historiae Societatis Jesu, Pars tertia…
cit
.
,
l. 3, n. 113.
282.
Astura
:
Astorga.
306.
impronto
:
importuno.