tornata di Torino con l’inclusa per il padre Possevino. La causa di tal tar-
danza è stata il volere aspettar risposta da’ nostri superiori per intendere
qual fosse la lor mente circa il negozio di Torino. Mi ha risposto il pro-
vinciale di Milano che il reverendo Albosco l’avea mandato a chiamare
e, non potendovi andare per sue occupazioni, gli mandò uno in suo
nome, al quale narrò la sua santa intenzione. E la risposta del provinciale
fu ringraziarlo del pio affetto verso la Compagnia; ma, perché per far
colleggio in una città come quella vi bisognavano da quattrocento in cin-
quecento scuti, non essendovi questi, non accadeva parlar di colleggio. E
così ha scritto a me che, non essendovi disposizione per aver tale entrata,
io non mi affatichi in tal negozio. Né altro occorrendomi per adesso, mi
raccomando di tutto cuore alle orazioni di Vostra Signoria. Dal Mondovì
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Di Vostra Signoria servo in Cristo, Giovan Batti-
sta Velati.
Questi era quel padre Velati, il qual poco da poi san Carlo
ottenne per la riforma della sua chiesa, onde a lui fu sustituito
in quel rettorato il padre Terzo. Il provinciale di Milano era il
padre Benedetto Palmio che, predicando in Padova, guadagnò
alla sua religione i più segnalati suggetti di quel secolo, un de’
quali fu il Possevino; e poi fu predicatore di papa Gregorio
decimoterzo. In questa maniera dunque il trattato del padre
Albosco dalla precisa risposta del provinciale fu troncato
prima che ordito.
Ma sì come la Compagnia di San Paolo, con l’isperienza
sensibile della missione, sempre più s’infiammava nel diside-
rio di questa grande opera, giudicandola degnissima del suo
instituto, così per questo non rimase, anzi con maggior cuore
studiossi di rintracciarla per altra via. Vivea di que’ tempi un
cittadin torinese, signor di Lucento e di Borgaro; nobile, ma
senza fasto; pio, ma senza affettazione; ricco, ma senza prole;
vecchio, ma cui la vecchiezza, senza diminuir le forze, accre-
sceva l’autorità nelle cose publiche. Questi fu Aleramo de’
Becuti, ultimo di una delle quattro prime famiglie di Tori-
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