epitomatore e continuatore dei celeberrimi
Annali
del Baronio,
ed ancora le
Prime constituzioni
della stessa Compagnia. In
prima ed unica luce, subentra anche, acclarata da altre fonti
non meno cospicue, la memoria del miracolo tutto torinese del
Corpus Domini
(1453).
Per dirla enfaticamente, «quel gran
prodigio» risultato tale, perché «celebrato dalle trombe della
publica fama e dalle penne di fedeli scrittori», fra cui il Botero,
il Della Chiesa, il Razzi. Si dimostra poi, con puntualità, come
ogni atto di culto e di devozione della Compagnia sia in con-
trapposizione con le pratiche religiose degli eretici, tutte miran-
ti a distruggere la tradizione, senza per questo che Tesauro dia
soverchio atto all’opera di restaurazione e rinsaldamento ini-
ziata col Concilio di Trento: il Tesauro appare quasi estraneo al
dibattito intercorso fra Sarpi e Pallavicino (li si citava poco
sopra). La natura religiosa e sacramentale dei confratelli della
Compagnia è retoricamente siglata solo sul finire. Con antitesi
che li trasfigurano in ossimori viventi: «Viveano insomma in un
secolo vizioso, lontani da ogni vizio; intra gli strepiti de’ publici
affari godean quiete monastica; eran nel mondo e fuor del
mondo; potean chiamarsi laici tra’ religiosi e religiosi tra’ laici,
fatti specchio ugualmente agli uni e agli altri con la sua vita».
Con una metafora economica, che apre, alla buon’ora, il reso-
conto sull’attività finanziaria e caritatevole ad un tempo della
Compagnia, Tesauro conclude il suo elogio nutrito finora di
antitesi: «parve che il sommo Iddio, per tante grazie spirituali
abondantemente compartite a que’ fervorosi fratelli, doman-
dasse loro una santa usura di un nove per cento».
Il capitolo terzo, dedicato all’«Opera seconda della Com-
pagnia di San Paolo», ovvero all’«introduzione della Compa-
gnia di Giesù nella città di Torino», rimanda l’apertura appena
accennata. In altre parole, la fede e l’economia, congiunte,
devono lasciare il passo al lungo e dettagliato resoconto dell’o-
perazione pro Gesuiti, che sarebbe stata messa in atto sciente-
mente e praticamente dai confratelli paolini. Non interessa qui
vagliare la veridicità di questo racconto, per altro non messo in
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