Roma alli 2 febraro 1565. Delle Signorie Vostre affezionatissimo per ser-
virle. Il cardinale Alessandrino
89
.
La consolazion de’ confratelli per tal risposta fu troppo
grande, ma troppo brieve. Però che poco da poi l’istesso pon-
tefice (sedeva allora Pio quarto) giudicò di doversi servire in
Pavia del padre Quinziano per soprastare alla santa Inquisi-
zione, antiponendo le publiche urgenze di santa Chiesa al pri-
vato beneficio della Compagnia; e così san Paolo cedé a san
Pietro. Era dunque gran duolo alla Compagnia apena nata il
rimanersi orfana di un ottimo padre, così congeneo al suo insti-
tuto. Né minor dolore sentiva il padre di abandonare i cari
parti ancor teneri, ne’ quai viveva più che in se stesso, essendo
ancor questa tenerezza conforme allo spirito di san Paolo, che
si sentiva diradicare il cuore a dividersi da’ suoi figliuoli
90
.
Pur,
poiché obedienza non lascia luogo a consiglio, si avvisò di non
potere alla sua Compagnia far beneficio maggiore che lasciarle
un ottimo successore. Laonde molte e varie considerazioni fra
sé rivolte dinanzi a Iddio, finalmente nell’ultimo suo ragiona-
mento, che non fu asciutto di lagrime, dié loro per ultimo con-
siglio di sommettersi alla spiritual direzione della Compagnia
di Giesù
91
.
Parere che di prima veduta arrivò molto nuovo alle
orecchie di molti confratelli, che non avean conosciuto que’
padri non pur di nome. Non era quell’anno 1565 più che il ven-
tesimoquinto dalla erezione della Compagnia di Giesù per
140
30
35
40
45
50
89
Nell’istesso libro, pag. 124.
Cfr. ch. 88.
90
Ad Philipp., 1, 7. Est mihi iustum hoc sentire pro omnibus vobis, eo
quod habeam vos in corde etc.
V
ULG
.,
Phil
., 1, 7.
91
Dalle memorie della Comp. di S. Paolo, pag. 6.
Si tratta probabilmente di memorie manoscritte oggi perdute
.
36.
congeneo
:
congenere.