oziosa pace avea rintuzzato il veleno, come il verno alle serpi»;
della cosiddetta «academia de’ libertini», risuscitata «nelle Fian-
dre
da
un idiotissimo rappezzator di pannilani»; di Calvino, «il
più diabolico e monstruoso parto di tutti gli antipassati», e dei
suoi seguaci, gli «ugonoti, così nominati, o dalla porta di Tours,
dove si raunavano, o da quella imaginaria larva del re Ugo, di
cui si servian le nutrici per ispauraccio a’ bambini».
La repressione cattolica dell’eresia appare anch’essa per
via di metafora, ovviamente non più animale o demoniaca, ma
tecnica e militare, come si addice al cronista dei
Campeggia-
menti
.
Si sta parlando, ad esempio, di Enrico VIII, «ugualmen-
te ridicolo a’ perfidi e a’ fedeli» per il suo «nuovo catechismo»,
ed ecco Tesauro chiamare in causa l’arte delle mine e mettere
in bisticcio «scocco» e «secolo»: «Ma benché prospera e impu-
nita paresse al mondo la sua sceleratezza, non è perciò che le
apostoliche maledizioni, a guisa del fuoco de’ minatori, coper-
tamente operando in ispazio di tempo, non abbian fatto il suo
scocco in questo secolo». Il successivo resoconto del diffonder-
si dell’eresia in Piemonte prima della riconquista del ducato da
parte di Emanuele Filiberto, lo si è già anticipato, non compor-
ta metaforiche accensioni, eccezion fatta per il sinora dimenti-
cato Théodore de Bèze, il quale «fu mandato come apostolo a
far le pratiche nel Piemonte dal suo califfa Calvino», con un’as-
similazione dei maomettani agli eresiarchi non infrequente
nella controversistica di parte cattolica. Neppure i riferimenti
costanti alle guerre di religione in Francia, che vedono ovvia-
mente il Tesauro schierarsi dalla parte dei Guisa, sino al punto
di non dar notizia della notte di San Bartolomeo, sollecitano
più di tanto l’ingegno metaforico in lui costante, sinora mai
dismesso, ma ora probabilmente tenuto basso dall’abbondanza
ed importanza dei documenti esibiti: da quelli degli storici di
corte di riconosciuta autorità (Pingone e Tonso, latini entrambi,
ed eccellente il secondo) a quelli depositati negli archivi di cui
prima, espressamente segnalati, e tradotti se in latino. La for-
mazione della Compagnia apre un qualche spiraglio metaforico
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