Francesco secondo contra gli eretici, permesse nel regno a
qualunque setta la libertà di conscienza. E benché la reina,
avendo di poi conosciuta la malizia del consigliero, lo discac-
ciasse di corte, non fu perciò in tempo di riparar gli effetti del
mal consiglio.
Questi progressi della eresia nella Francia fecer animo a
Calvino e Beza di mettere ogni ferro a fuoco in quella lor
fucina di Geneva, per transferire l’istessa libertà in Torino e in
tutto il Piemonte. Era già ritornato negli suoi stati con la regal
consorte il duca Emanuel Filiberto, godendosi un tranquillo
soggiorno nella deliziosa città di Nizza, mentre Torino ancor si
teneva dal re di Francia. Ma non fu troppo lungo il suo riposo,
però che, finite apena le guerre ostili e reali, convennegli rico-
minciare una guerra intestina e servile contra gli eretici delle
vicine valli
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che, riscaldati con lettere e soccorsi da’ calvinisti,
rotto ogni freno di obedienza a Dio e al principe, traboccarono
nel Piemonte, spargendo libelli e dogmi contro a’ santi sacra-
menti e contro al clero. E oltre a ciò questi soli all’arrivo del
duca non mandarono lor deputati a giurar fede; né agli ordini
ducali obedivano, se non come se fossero di uno strano. Il duca,
per estirpar la mala gramigna dalla radice, diliberò di assediar
Calvino dentro Geneva; ma perché dura e dispendiosa era l’im-
presa per la fortezza del luogo e per la liga con gli Cantoni, ed
egli avea portato seco dalle Fiandre più fama che denari e più
meriti che guiderdoni, spedì Gaspare Ponziglione, suo secreta-
rio, a papa Pio quarto, di poco tempo avanti creato pontefice,
supplicando Sua Santità d’alcun sussidio ad una impresa tanto
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35
Pingon. in Augusta, sub anno 1561; Ioan. Boter. et Ioan. Tonsus in
Vita Em. Philib.
P
INGONE
,
Augusta…
cit., p. 83; G. B
OTERO
,
Seconda parte de’ Prencipi
Christiani, che contiene i Prencipi de’ Savoia
,
Torino, G. D. Tarino, 1603, pp. 608
sgg.; 669 sgg.; T
ONSO
,
De vita…
cit., p. 144.
574.
strano
:
straniero.