vedeano che quello della violata religione sarebbe stato il più
grave. Né passarono molti giorni che il maliscalco di Brisacco,
luogotenente del re in Piemonte, sorprese e saccheggiò Vercelli
e ne involò tutto il tesoro ducale
23
;
e benché fra due giorni scac-
ciato dagli Spagnuoli, nondimeno grande sgomento recò a’
Torinesi, non solo per il timor del suo rigore, ma perché nelle
sue truppe depredatrici molti eran quegli che solevano eserci-
tar quel genio libertino contra la Chiesa. Anzi nella corte del re
già tanti bisbigliamenti si udivano tra’ signori e tanti ministri
sotto infinto di pietà spalleggiavano la eresia, che l’animo reli-
gioso del re più non sapeva in cui fidarsi. Onde raccontano che,
avendo addimandato a Francesco di Colignì, general dell’in-
fanteria e fratello dell’ammiraglio, qual opinione avesse della
messa, e avendogli esso risposto che gli parea cosa mala ed
empia, il re, acceso d’ira, ben si rattemperò di ucciderlo di sua
mano; ma, fattol prigione, donò la sua carica militare a Biagio
di Monlucco.
Così da tutte le parti moltiplicavano a’ Torinesi le angoscie
e gli spaventi, quando una infinita e improvisa allegrezza reca-
rono a quel popolo le felici novelle della gloriosa vittoria che il
nuovo e invitto suo duca Emanuele Filiberto, general delle
armi spagnuole nelle Fiandre, avea rapportato a San Quin-
tino
24
,
augurandone ciascuno che finalmente da quella gran
palma dovesse nascere la dolce pace e per consequente il
ritorno di Torino e degli altri luoghi al suo principe naturale,
con il che sarìan cessati tutti li timori dell’eresia, cessando la
necessità del comerzio con le truppe infette di quel contagio.
102
350
355
360
365
370
375
23
19
novemb. 1553.
24
An. 1557, 10 agosto.
350.
il maliscalco di Brisacco
:
Carlo I di Cossé, conte di Brissac.
359.
raccontano
:
cfr. D
E
S
PONDE
,
Annalium…
cit., a. 1558, n. 2.
361.
ammiraglio
:
Gaspard II de Coligny, signore di Châtillon.