Il conte Francesco Antonio Nicolis di Robilant dei signori
di Cereaglio, «Refferendario di Stato e Signature, Auditore e
Sovrintendente Generale delle milizie e Genti da Guerra per
S. A. R.», fu l’esecutore della vendita della nuova sede della
Compagnia. La sua casa confinava a levante con il senatore
Giuseppe Bartolomeo Richelmi, a mezzogiorno con la strada
pubblica (via Santa Maria), a ponente con altra strada pubblica
(
via del Fieno), a nord con il senatore Giovanni Battista Borrelli;
nella casa «come sopravendita» era incluso «l’appartamento
superiore» con le parti ad esso annesse meno l’appartamento
situato a levante, confinante con quello del senatore Richelmi
per il quale, ove si ritrovarsi [
sic
!]
non poter alzarsi a maggior altezza di quella
si trova al presente alzato, esso Signor Conte venditore non sarà tenuto in cosa
alcuna, con dichiarazione però che con la presente riserva non si intenda acqui-
stata ragione alcuna al detto Signor Senatore Richelmi, e a chi si voglia altro.
Il prezzo di vendita pattuito fu di lire 58.000. La cifra venne
coperta in parte
brevi manu
dalla Compagnia di San Paolo con
434
lire di denaro contante proveniente dalla sua cassa e con
30.000
lire ricevute dai gesuiti per la vendita dell’antica sede
32
.
I
paolini, tramite i loro deputati, si accollarono una serie di debiti,
contratti dal di Robilant, per un importo pari a 27.566 lire così
suddivise: 13.650 lire per un censo dovuto al Venerabile
Ospedale di San Giovanni, 6700 lire dovute ai fratelli Turchi,
4000
lire dovute al canonico Faletto, un censo, dovuto all’avvo-
cato Gioan Maria Franca, di 150 doppie di Savoia
33
e di crosazzi
127
e mezzo
34
,
pari a 3216 lire. Tutto questo
senza che l’espressione di dette somme in moneta possa ristringere l’obbliga-
zione d’essa Compagnia nel rilevo sovra promesso, quando le specie contenute
32
ASSP,
CSP
,
Bilanci
, 1701-1707,
segnatura 32.
33
La doppia era valutata a lire 16.
34
Il crosazzo era valutato a lire 6 e soldi otto.
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