di Rossana e all’avvocato Giuseppe Masino. L’ordinato stabiliva
che le decisioni potevano essere prese, in assenza di qualcuno dei
deputati, con la precedente approvazione dell’arcivescovo di
Torino Michele Antonio Vibò.
Si consegnavano quindi ai gesuiti, con l’accettazione del ret-
tore del Collegio padre Pietro Valle, la stanza del Monte di pietà,
l’Oratorio, le abitazioni del «depositario
»
e del sacrestano, le
cantine, «sito e ogni altra cosa d’alto in basso con tutti suoi mem-
bri, usi, ragioni e pertinenza
»
.
Questi locali confinavano a levan-
te con la via pubblica (ossia con la strada del Fieno, oggi via
Botero), a settentrione con la «vietta comune
»
,
ossia quella via
interna situata fra l’edificio dei paolini e l’abside della chiesa dei
Santi Martiri, a ponente ed a mezzogiorno con il Collegio dei
gesuiti. Non erano compresi nella vendita, libera da qualsiasi
carico, i mobili, le panche e le guardaroba utilizzate sia per
l’Oratorio che per gli uffici. La Compagnia di San Paolo avreb-
be usufruito degli ambienti venduti ancora per due anni, con ini-
zio dal prossimo 29 settembre (San Michele) e senza pagamento
di affitto. Se dopo questo periodo la nuova costruzione non fosse
stata terminata i paolini avrebbero potuto rimanere ancora un
anno nell’antica sede per cui avrebbero pagato, semestralmente,
ai gesuiti un affitto pari al quattro per cento del valore concorda-
to. Dopo questo termine i gesuiti potevano «licenziare essa Casa,
fabriche e pertinenze, e disporne e farne quell’uso e quanto loro
meglio parerà e piacerà»
31
.
31
Ibid
.,
c. 1097. Nell’ordinato del 12 giugno parlando della casa di proprietà
Robilant i confratelli evidenziarono che «per contenere essa casa due appar-
tamenti d’alto in basso quali puonno restar fermi, che fruttano annualmente di
fitto livre mille duecento circa e nel restante sito vacuo ed alcuni piccoli
membi da demolirsi senza danno d’essi appartamenti, potersi fabricare
Oratorio, Monte di pietà, e abitazioni necessarie. Oltreché tal casa restarà nel
centro della città, vicina a M. RR. PP. Gesuiti direttori spirituali della
Compagnia e commoda communemente a tutti li confratelli».
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