Compagnia
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.
Nell’atto si indicava come la sede fosse «angusta
ed insufficiente
»
ad ospitare i confratelli, i quali durante le solen-
nità si ritrovavano in gran numero per la recita degli Uffici
Divini: questo stato di cose non consentiva l’ammissione di
nuovi membri. L’edificio del Monte di pietà risultava essere mal-
sano, scarsamente illuminato e con uno spazio limitato; per que-
sti motivi la Compagnia aveva esperito tutte le vie per ricercare
un luogo più comodo per le sue necessità. Essa non intendeva
allontanarsi dai Santi Martiri, dati i rapporti molto stretti esisten-
ti con la Compagnia di Gesù.
Si era finalmente presentata l’occasione di acquistare la cita-
ta casa di proprietà del defunto conte Ludovico Nicolis. Essa era
stata lasciata in eredità a Francesco Antonio Nicolis, figlio pri-
mogenito ed erede universale, con testamento rogato dal notaio
Del Zoppo il 14 ottobre 1698; il prezzo venne pattuito in 58.000
lire. Per recuperare parte della cifra la Compagnia decise di ven-
dere ai gesuiti del Collegio Vecchio l’area contenente l’Oratorio,
il Monte di pietà e le «abitazioni d’alto in basso con sue ragioni
e pertinenze
»
per 30.000 lire. La decisione della Compagnia di
San Paolo giunse dopo che si erano effettuate diverse consulte a
cui seguì, il 12 giugno 1701, una congregazione durante la quale
il conte Nicolò Ponte di Lombriasco, rettore della Compagnia,
espose la proposta di vendita ai fratelli «congregat
i
»
.
Nella stessa data il notaio e procuratore collegiato Giuseppe
Mercandino «in piena congregazione» rogò l’atto di incarico al
primo presidente Antonio Cauda di Caselette, al presidente mar-
chese Tommaso Adalberto Pallavicino, al conte presidente
Giacomo Bergera, al conte presidente Pietro Francesco
Frichignono, al cavaliere e senatore Francesco Antonio Gazelli
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AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1701,
lib. 12, cc. 1085 sgg., «Vendita della
Compagnia di S. Paolo al Collegio Vechio della Compagnia di Gesù
dell’Oratorio, Monte di questa. Compra per la Compagnia di S. Paolo della
Casa e sito dal Sig.r Conte Nicolis di Robilant e altri contratti».
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